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Roma

Abusi sessuali nella chiesa: le riflessioni di Valentina Alazraki

La giornalista messicana, Valentina Alazraki, fornisce spunti di riflessione sulla necessità di una comunicazione trasparente e tempestiva sugli abusi della chiesa

Cronaca
Pubblicato il 24 febbraio 2019, alle ore 18:21

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Abusi sessuali nella chiesa: le riflessioni di Valentina Alazraki

La giornalista messicana, Valentina Alazraki, da quasi 45 anni corrispondente in Vaticano di Televisa, ha affermato che è indispensabile che la comunicazione nella Chiesa sia trasparente e rapida per combattere la piaga degli abusi sessuali sui minori. Inoltre ritiene che bisogna imparare dagli errori del passato e che l’alleanza con i giornalisti è di aiuto.

La donna, ha offerto spunti pratici ai vescovi e cardinali convenuti durante il summit che si è svolto in Vaticano dal 21 al 24 febbraio: “Comunicazione: per tutte le persone”.

Le riflessioni della Alazraki sugli abusi

La dottoressa Alazraki, specificando che non copre alcun ruolo all’interno della Chiesa, comunica con i vescovi e cardinali presenti al summit come madre, prima ancora che come giornalista. A differenza di una madre, che non ha preferenze per un figlio rispetto ad un altro, secondo la donna, la Chiesa è madre e deve mettersi dalla parte del figlio più debole.

Parlando di abusi, la giornalista invita i presenti a porsi delle domande sulla posizione che vescovi e cardinali hanno nei confronti di chi commette la violenza sul minore. Chiede chi di loro è pronto a denunciare l’abuso e chi, invece, è pronto a coprirlo; nel secondo caso, queste persone troverebbero nei giornalisti i peggiori nemici in quanto vogliono il bene comune. La giornalista è consapevole che gli abusi su minori avvengono in molti ambiti, dalla scuola, alle famiglie, al mondo dello sport e che questi siano smascherati; la Chiesa, per il ruolo morale che riveste, però, non può essere associata a questo tipo di reato. Per questo motivo, la Alazraki ha esortato i presenti a prendere coscienza che più si nascondono ai mass media e all’opinione pubblica, maggiore “sarà lo scandalo”.

La poca trasparenza e denuncia del reato è, secondo la donna, paragonabile e percepita come un’ulteriore violenza nei confronti delle vittime, che devono trovare la pace persa e vanno consolate. All’interno della Chiesa, secondo la giornalista, c’è “ancora molta resistenza a riconoscere che il problema degli abusi esiste e che occorre affrontarlo con tutti gli strumenti possibili”. Per trasparenza, la giornalista non intende che sia semplicemente data un’informazione ma è importante che siano resi note le informazioni relative ad un sacerdote accusato di abuso.

La Alazraki ribadisce quanto già detto da Papa Francesco in apertura al summit: le vittime vanno ascoltate! Chi è vittima di abuso, infatti, soffre e quel dolore deve essere ascoltato. Per questo motivo, la giornalista ha suggerito che nella Chiesa sia migliorata la comunicazione con l’inserimento di figure esperte in questo campo. In chiusura, al giornalista ha ribadito che il silenzio non è la soluzione del problema, perché “cercheremo le risposte chiedendo ad altri”. 

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che sia normale cercare risposte ad allontanamenti impensati o ad atteggiamenti sospetti. La Chiesa è madre per tutti e se ha una preferenza è per il figlio più debole, piccolo, sofferente. In quanto madre vuole che i suoi figli vivano nella dignità dei figli di Dio e per questo non può coprire chi sceglie altre strade. Credo anch'io che il silenzio allarghi la piaga anziché guarirla!

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