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A causa del Covid-19 anche la capitale della cultura si "sposta"

La scelta della città per l'anno prossimo infatti slitta, essendosi deciso che quella del duemilaventi resterà in carica anche nel 2021. Vediamo quale era la città ed alcune candidature future.

Cronaca
Pubblicato il 7 giugno 2020, alle ore 12:42

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A causa del Covid-19 anche la capitale della cultura si "sposta"

Una delle cose che la pandemia ha fatto slittare all’anno prossimo è anche il titolo di “capitale italiana della cultura”. Non sappiamo quando e come si potrà tornare alla “vita normale” anche grazie ad eventi di massa.

Quest’anno sarebbe stata Parma ma, non potendo promuovere al meglio il tutto, si è deciso che di fatto lo sarà anche per l’anno 2021. Naturalmente le città che erano candidate e che ancora non hanno saputo l’esito della votazione (che si sarebbe effettuata in questi giorni a cura del ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, guidato da Dario Franceschini) per quella che sarebbe stata scelta nell’anno prossimo hanno la possibilità di slittare al 2022. Erano ben 43 le candidate prima che si bloccasse l’iter per l’assegnazione del titolo.

Il titolo di capitale della cultura, partito in sordina, è andato sempre più prendendo interesse per le cittadine che hanno la possibilità, grazie al programma di attività culturali previste, di valorizzare al meglio il proprio territorio, soprattutto dal punto di vista turistico.

Sicuramente, nel corso dei prossimi mesi, tante città avanzeranno le proprie candidature per gli anni avvenire per quello che è un titolo non solo “onorifico”, e che inoltre – fra le varie cose – sarà eventualmente ricordato con l’emissione a cura del ministero dello Sviluppo Economico di un francobollo celebrativo. Come già avvenuto nel passato, quando le città scelte furono, nel 2016 Mantova, nel 2017 Pistoia, nel 2018 Palermo, nel 2019 Matera (ma come Capitale europea della cultura).

Già si progettano candidature per gli anni futuri, visto che, per poter partecipare, sono necessari requisiti particolari. Nel futuro, ad esempio, sta prendendo piede una ipotesi per una “congiunta” tra le città di Bergamo e Brescia nel 2023 (anche a ricordo di quello che stanno vivendo) e nel 2025 per il territorio della Locride.

È ancora presto però per affermare se le ipotesi successivamente si concretizzeranno, ma nel frattempo, sempre nel 2025, infine, potrebbe esserci anche una sorpresa nell’ avere una cittadina italiana come capitale europea grazie ad una “collaborazione” fortemente voluta tra Nuova Gorica (secondo il calendario, infatti, in quell’anno spetterebbe alla Slovenia) e la città di Gorizia. Speriamo naturalmente possa andare in porto perché l’Italia, per la prossima capitale europea, secondo programma, deve aspettare il 2033.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Triolo

Antonio Triolo - Anche occasioni come la capitale italiana della cultura devono fare i conti con il virus. Speriamo si possa tornare presto a far cultura come in passato: vorrà dire che sarà possibile organizzare grandi eventi e che in qualche modo si è riusciti a vincere la lotta contro questa brutta pandemia che ci ha stravolto la vita.

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