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64 consiglieri regionali lombardi indagati per “spese pazze” in tre anni

Spese pazze in Lombardia i consiglieri gozzovigliano. 2 milioni in cene con caviale e champagne

Cronaca
Pubblicato il 31 marzo 2014, alle ore 15:00

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64 consiglieri regionali lombardi indagati per “spese pazze” in tre anni

Inchiesta in corso su 64 Consiglieri regionali lombardi a causa di rimborsi fiabeschi; ben due milioni e 140 mila euro in rimborsi ottenuti dai consiglieri lombardi tra il 2008 e il 2011 in pratica due terzi sono stati spesi in cibo, una cifra enorme se si epnsa accumulata in poco più di tre anni.

Questo è quello che le indagini hanno portato in luce:  una comoda e golosa lista di Ristoranti di lusso, vini pregiati e banchetti per centinaia di commensali; ovviamente l’accusa è di peculato. Il rinvio a giudizio pende sulla testa di 31 consiglieri del Pdl, 23 della Lega, 5 del Pd, due dell’Udc, uno di Sel, e uno per Idv e anche per il Partito dei pensionati.

Insomma il “vizietto” pare proprio contagioso; si legge nelle note un variopinto elenco che va dall’aspirina a costosi iPad, iPhone, televisori a cristalli liquidi e stampanti; ma le note di spesa per cibi e affini sono davvero al limite del guinness: l’elenco degli scontrini fiscali pubblicato da vari giornali riporta: dal modesto scontrino dell’acquisto a 2 euro e 70 di un vasetto di Nutella ad agosto 2011, finito nella nota spesa di Carlo Spreafico (Pd), così come la ricevuta di pagamento di 2.190,29 euro che ha saldato Gianmarco Quadrini, capogruppo dell’Udc, per caviale e pesce. Giuseppe Angelo Giammario (Pdl) si è fatto rimborsare 120 bottiglie di vino Refosco da 1.094 euro mentre il collega di partito Gianluca Rinaldin ha speso 265,5 euro per pasteggiare con due commensali sorseggiando Brunello di Montalcino. Ci sono poi la piccola coppetta  di Giangiacomo Longoni (Lega) e i due banchetti per circa 250 persone pagati 5.000 euro in totale dal Pd il 18 e 19 settembre 2008 di cui è chiamato a giustificare l’allora capogruppo Carlo Porcari.  Tutte spese giudicate inopportune e non inerenti alle mansioni e al posto occupato, forse sarà la volta buona che il “Paese di Bengodi” chiude i battenti???

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