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39enne uccide a colpi d’accetta la sua ex compagna 42enne: era ai domiciliari

Il delitto nel pomeriggio di ieri 22 febbraio a Cortesano, in provincia di Trento. L'uomo ha poi tentato di uccidersi a sua volta, ma è stato notato da alcune persone agonizzante a terra che hanno chiesto subito aiuto. Sul posto la Polizia.

Cronaca
Pubblicato il 23 febbraio 2021, alle ore 15:36

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39enne uccide a colpi d’accetta la sua ex compagna 42enne: era ai domiciliari

Ennesimo femminicidio in Italia, il secondo nel giro di una giornata. Nel pomeriggio di ieri 22 febbraio un uomo di 39 anni, Lorenzo Cattoni, ha ucciso la sua ex compagna a colpi d’accetta mentre si trovava in campagna a Cortesano, in provincia di Trento.

La vittima e Deborah Saltori, 42 anni e madre di 4 bambini. Da quamto si apprende, Cattoni avrebbe colpito la donna alla carotide, provocandole quindi una ferita mortale. L’uomo, a sua volta, avrebbe poi tentato di togliersi la vita subito dopo. Il 39enne è stato notato agonizzante a terra da una persona, la quale ha dato subito l’allarme facendo intervenire per tempo i soccorsi. 

Il 39enne era agli arresti domiciliari, ma poteva muoversi per motivi di lavoro. Attualmente risiedeva a casa insieme ai suoi genitori a Nave San Rocco, paese che si trova a 15 chilometri da Trento. L’omicidio è avvenuto in una baracca dove il 39enne custodiva gli attrezzi da lavoro. Anche nella giornata di oggi 23 febbraio sono proseguiti i rilievi all’interno del podere in cui è accaduto il delitto: gli inquirenti stanno cercando di stabilire che cosa sia realmente accaduto ma anche il movente di tanta violenza. 

Indaga la Polizia

Sul luogo del fatto di cronaca sono giunti quindi gli agenti della Polizia di Stato e gli uomini della Scientifica, che hanno eseguito i rilievi del caso. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Trento, precisamente dal pubblico ministero Carmine Russo. I figli della donna erano tutti minori. Il 39enne Lorenzo Cattoni si trova attualmente ricoverato in Rianimazione presso l’ospedale Santa Chiara di Trento ed è quindi intubato. Come già detto l’uomo aveva il permesso di potersi allontanare dalla sua dimora per lavorare. 

Pare inoltre che già diverse volte avesse piacchiato sia la ex compagna, Deborah, che un’altra donna con la quale era stato precedentemente. Su di lui c’erano già due denunce per violenza domestica, poi lo scorso novembre la Saltori si era presentata in pronto soccorso con una frattura composta dell’orbita sinistra dell’occhio. Ai medici in quell’occasione non disse nulla di come se la fosse procurata, ma intuendo qualcosa i sanitari chiamarono la Polizia che si recò in pronto soccorso. 

Solo allora la 42enne raccontò di quello che capitava in casa da diverso tempo, e quindi decise di denunciare l’uomo soltanto nel novembre dello scorso anno, dopo che quest’ultimo le tirò un pugno. “Rischiamo di non trovare più parole adatte, non scontate, di fronte alle uccisioni di donne. Eppure io credo che dobbiamo fermarci e trovarle. Dobbiamo interrogarci come maschi, come cittadini, come istituzioni. Due donne uccise in meno di due mesi in Trentino. A dicembre Agitu, oggi Deborah” – così  ha scritto il sindaco di Trento, Franco Ianeselli.

“Oggi è successo in un sobborgo di Trento, dentro la nostra comunità, in un luogo che può sembrare più sicuro di altri. E invece no. La strage non si ferma, ogni giorno. Rischiamo di viverla come lontana da noi ma non è così. Dobbiamo fermarci e capire come possiamo curare una società malata di violenza che produce maschi violenti che ammazzano mogli, compagne, fidanzate. Lo dobbiamo ad Agitu, a Deborah e alle loro famiglie” – così conclude il suo intervento il primo cittadino, sconvolto dal dolore per quanto accaduto.

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Un altro femminicidio, il secondo nel giro di un giorno in Italia. Sono fatti gravissimi, che ci devono far riflettere sulla violenza contro le donne. Bisogna denunciare sempre questi comportamenti pericolosi da parte degli uomini o di chi vive insieme a noi. La famiglia della 42enne è adesso distrutta dal dolore così come tutta la comunità di Cortesano.

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