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21enne si provoca il parto e annega la bimba nel wc

Una 21enne di Busto Arsizio è stata tratta in arresto per omicidio: la ragazza si sarebbe provocata il parto e avrebbe annegato la neonata nel wc. La vicenda è accaduta il 25 aprile, quando la donna era al settimo mese di gravidanza

Cronaca
Pubblicato il 19 maggio 2014, alle ore 15:33

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21enne si provoca il parto e annega la bimba nel wc

La 21enne albanese residente a Busto Arsizio, che lo scorso 25 aprile aveva detto di aver perso accidentalmente la sua bambina, è stata arrestata per omicidio; la donna è accusata di aver ucciso spontaneamente la neonata provocandosi l’aborto ed espellendola nel water. Una vicenda agghiacciante, che la ragazza nascose rilasciando una dichiarazione totalmente diversa, in cui diceva addirittura di non essere a conoscenza della gravidanza.

La donna era stata soccorsa nella propria abitazione in seguito ad una chiamata al 118, che lei stessa aveva fatto forse perché spaventata dalle conseguenze del suo gesto. Il personale dell’ambulanza aveva trovato la donna in casa ma in buone condizioni, mentre la neonata era già coperta dall’acqua del wc ed era morta. La ragazza aveva detto di aver avuto delle forti contrazioni addominali ed era andata nel bagno, dove aveva improvvisamente sentito cadere il corpicino, e spaventata avrebbe poi chiamato i soccorsi.

Dalle indagini effettuate è emerso che la bambina era alla trentesima settimana di gestazione, viva e con ottime possibilità di vita, ma invece è morta per annegamento o, si presume, per alcune lesioni craniche. Adesso la donna è accusata di omicidio; gli investigatori suppongono che la 21enne abbia preso qualcosa per provocare le contrazioni e farle espellere facilmente il feto anche in uno stato di gravidanza avanzato come quello in cui si trovava. La polizia ha più volte interrogato la donna tentando di farle ammettere la verità, ma senza risultato. Mentre stava organizzando la fuga in Albania è stata arrestata e adesso si trova nel carcere di Monza

I tentativi della donna di nascondere il suo gesto sono risultati vani, poiché le indagini eseguite dalla polizia e le perizie effettuate sulla neonata, hanno rivelato la verità sulla vicenda. Forse la 21enne non sapeva come mantenere la piccola, o addirittura non aveva neppure rivelato la gravidanza al futuro padre, ma avrebbe potuto rivolgersi agli assistenti sociali che l’avrebbero aiutata a risolvere i suoi problemi.

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