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17 gennaio: Giornata mondiale della pizza. Sa mettere il buon umore

Dire stop alla tristezza con la pizza, mangiata da soli o in compagnia. Ne è certa l'esperta, secondo la quale a fare bene sono non soltanto i suoi ingredienti ma anche l'atmosfera che crea quando la si consuma. Tanto buona da dedicargli una giornata in tutto il mondo: il 17 gennaio.

Cronaca
Pubblicato il 16 gennaio 2020, alle ore 18:14

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17 gennaio: Giornata mondiale della pizza. Sa mettere il buon umore

Si calcola che in Italia vengano sfornate circa 8 milioni di pizze al giorno, una media di 8 chili a persona, ogni anno. Con questi numeri è facile credere che sia la pizza uno dei cibi più amati al mondo tanto da dedicargli un giorno dell’anno il 17 gennaio.

La pizza, si sa, è gustosa e pratica da mangiare, spesso è un motivo per stare insieme o per risolvere una serata in compagnia e allegria senza spendere troppo. Tutti trovano la pizza che fa al proprio caso: ce n’è per ogni gusto e cottura.

All’Università di Napoli Federico II, il Centro Federica Weblearning, a settembre 2019, ha lanciato il primo corso universitario dal titolo “Pizza Revolution”. Accedendo al corso gratuito, fruibile online fino al 30 gennaio, si potrà conoscere com’è nata la pizza e approfondirne la sua preparazione: “dall’impasto alla lievitazione. Dalla farcitura e alla cottura” come si legge in vanityfair.it.

Secondo un sondaggio portato avanti da Doxa/Deliveroo la pizza rende felici le persone. Stessa affermazione arriva anche dagli esperti:La pizza consumata nelle giuste quantità (massimo 1 volta a settimana) e inserita in un’alimentazione sana e bilanciata, può essere considerata un vero e proprio booster per l’umore” ha affermato Valentina Schirò, biologa nutrizionista, specializzata in scienza dell’alimentazione. La dottoressa Schirò ha sottolineato che la pizza viene abbinata a gusto e convivialità, svago. Di qui “la sensazione di appagamento” che “aiuta a sentirsi più sereni e rilassati“.

L’esperta ha spiegato che la presenza di carboidrati complessi e di vitamine del gruppo B danno energia e “influenzano la produzione dei neurotrasmettitori legati al benessere“, molecole importanti nella regolazione dell’umore. Tra gli ingredienti ha ricordato il triptofano, presente nell’impasto e nella mozzarella, “aminoacido essenziale precursore della serotonina, l’ormone della felicità“. Ed ancora la tirosina, aminoacido essenziale che aiuta a produrre la dopamina e la noradrenalina, neurotrasmettitori che danno energia. Ciò che piace al palato invia dei segnali al cervello che portano alla serenità, alla tranquillità contrastano l’ormone dello stress, il cortisolo.

La nutrizionista ricorda che tutti questi aspetti positivi non lasciano il via libera alla quantità perchè qualora si ecceda con la pizza si rischia di favorire la produzione dell’ormone insulina, aumentando rischi noti: il sovrappeso, l’obesità, il diabete e altri disturbi.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - La pizza è buona, è indiscutibile, ma personalmente ho un ricordo lontano di sapore di "pizza" che difficilmente rintraccio. Una volta la pizza era "così", tradizionale, aveva poche varianti, il profumo di pomodoro e origano impregnavano l'aria. Ora, in pizzeria, i profumi si confondono, si perdono. La lievitazione, secondo me, a volte non è lasciata a dovere.

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