Roberti invita Cutolo a parlare: “noi siamo pronti a intervenire”

Il capo della procura antimafia, Franco Roberti, in seguito alle parole di Cutolo, ancora al 41bis ha detto: "Quel regime è corretto. Fu lui a decidere di non parlare più". E invita il boss a riprendere da dove ha interrotto 21 anni fa

Roberti invita Cutolo a parlare: “noi siamo pronti a intervenire”

Il Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, dice la sua sulle dichiarazioni di Cutolo e ribadisce: “Cutolo parli. Dica quello che sa e sarà valutato“. In un’intervista concessa a Repubblica l’ex capo della Nuova camorra organizzata aveva accusato lo stato di  essersi dimenticato di lui perché i suoi segreti fanno tremare tutti.

Ecco cosa risponde il procuratore Roberti alla domanda su come interpreta le parole di Cutolo: “Più che interpretarle, dico semplicemente questo: Cutolo sa benissimo che se vuole parlare, e raccontare tutto quello che sa e ricorda, lo può fare in qualsiasi momento. Anziché annunciarlo, lo faccia. Dopodiché valuteremo”.

Roberti afferma di conoscere molto bene Cutolo, e racconta che nel ’94 aveva iniziato a parlare sulla faida di camorra degli anni ’80, ma si era fermato proprio quando il governo stava mettendo in atto un adeguato servizio di protezione per lui e la sua famiglia. Il motivo, ha detto Roberti, fu dato dalle donne della famiglia di Cutolo, e le confessioni si fermarono lì. Sul possibile intervento dei servizi segreti deviati non c’è nulla di certo, ma la retromarcia di Cutolo fu inaspettata, e il boss disse che la sua famiglia aveva già avuto troppi morti, e che la moglie e la sorella lo avevano persuaso a fermare la confessione.

Cutolo ha 74 anni, è in carcere da 51 e in isolamento da 34: il suo caso è unico in Italia e in Europa. Una condizione che lo stato ritiene ancora valida in quanto, aggiunge Roberti, l’ex boss della camorra potrebbe riorganizzare dal carcere un gruppo criminale.

In un intervento presso la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite riguardo al ciclo dei rifiuti, Roberti aveva risposto ad una domanda del presidente della Commissione, Alessandro Bratti: “Io mi sono occupato dell’unica vera trattativa consacrata in sentenze, ossia la trattativa per il rilascio dell’assessore Ciro Cirillo, sequestrato nel 1981 dalle Brigate rosse. La trattativa che si instaurò tra lo Stato e le Brigate rosse, con la mediazione di Raffaele Cutolo, è stata confermata da una sentenza definitiva dalla Corte d’appello di Napoli. Finora è l’unica trattativa vera Stato, mafia e brigatisti di cui si abbia conoscenza. Poi vedremo l’esito di altri processi, nonché delle altre e più attuali trattative”.

E visto che Cutolo ribadisce che la sua vera condanna è stata la trattativa per la liberazione di Cirillo, Roberti lo invita a parlare e a riprendere il discorso interrotto 21 anni fa.

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