Napoli, 54 arresti: polizia esegue blitz contro il clan di Forcella

In carcere presunti affiliati a cartelli in guerra tra loro. Anche l'ospedale Ascalesi era utilizzato per gli incontri e per nascondere armi e droga. Tra i nomi dei 54 arrestati anche un 21enne ucciso domenica sera in un circolo a Ponticelli

Napoli, 54 arresti: polizia esegue blitz contro il clan di Forcella

Una maxi operazione eseguita dai carabinieri di Napoli ha portato all’arresto di 54 persone contro cui ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Le persone arrestate sono ritenute appartenenti al clan di camorra operante all’interno del quartiere Forcella di Napoli. Gli arrestati appartengono al gruppo camorristico denominato “Ferraiuolo – Stolder” e al gruppo “Del Prete”, che hanno collegamenti con il clan Mazzarella, e che lottano fra loro per il predominio sulla gestione delle attività illegali proprio a Forcella.

Agli arrestati sono contestate le accuse di associazione per delinquere, di tipo mafioso, finalizzata al traffico di droga, omicidio, e anche i reati di estorsione e detenzione di armi di uso comune e da guerra. Ad emettere l’ordinanza è stato il gip di Napoli dietro richiesta della Direzione distrettuale antimafia.

Tra i nomi dei 54 arrestati c’è anche Gianmarco Lambiase, 21 anni, il giovane pregiudicato rimasto ucciso domenica sera nel quartiere Ponticelli. Il ragazzo era ritenuto parte del gruppo Del Prete che lottava contro i clan Ferraiuolo-Stolder, ma è stato trovato morto, ucciso da diversi colpi d’arma da fuoco da alcuni sicari che lo hanno voluto togliere di mezzo.

Durante le indagini i carabinieri hanno scoperto che l’ospedale Ascalesi, che si trova nei pressi di Forcella, veniva usato da un clan della camorra come luogo di incontro anche con mafiosi di altre cosche e come luogo dove nascondere armi e droga. Un luogo sicuro per sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine e anche alle aggressioni dei clan avversari.  A servirsi dell’ospedale come base operativa era il clan Ferraiuolo-Stolder, e tra le persone coinvolte vi sono anche due vigilantes in servizio nell’ospedale.

Gli investigatori hanno anche ricostruito la dinamica di due vicende: quella dell’omicidio di Giovanni Saggese, cognato del boss Maurizio Ferraiuolo, e quella del tentato omicidio di Salvatore Del Prete. I fatti risalgono al 21 maggio del 2012, e in quell’occasione  i killer agirono durante i festeggiamenti che succedettero alla vittoria del Napoli in Coppa Italia.

I sicari infatti approfittarono della confusione e, mentre  Saggese veniva portato in ospedale, i vigilantes li avvertirono che sul posto erano presenti gli esponenti del gruppo Del Prete-Mazzarella armati, e convinsero i soccorritori di Saggese a portare il ferito da un’altra parte.

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