Isis, Cooper attacca May: “Misure antiterrorismo inadeguate”

La questione relativa al boia dell'Isis, allargata poi alle misure antiterrorismo in vigore in Inghilterra, è stata discussa oggi da alcuni membri del governo britannico, tra i quali la Cooper, membro del partito laburista e Theresa May, attuale Segretario di Stato

Isis, Cooper attacca May: “Misure antiterrorismo inadeguate”

Continua la bufera in Inghilterra riguardante il “Jihadi John-gate”, con Theresa May, Segretario di Stato per gli Affari Interni e membro del Partito Conservatore inglese, impegnata a rispondere oggi pomeriggio alle domande inerenti allo scandalo relativo alla fuga in Siria di Mohammed Emwazi, nonostante l’uomo figurasse sotto il controllo dell’antiterrorismo. Stando al resoconto pubblicato dal The Guardian, relativo alle rivelazioni rilasciate ieri alla stampa, Mohammed Emwazi sarebbe implicato nei falliti attentati che avrebbero dovuto avere luogo nella metropolitana di Londra il 21 Luglio 2005. A renderlo noto è il The Observer, il più antico settimanale domenicale al mondo, citando un ex membro della cellula terroristica di Jihadi John ora condannato all’ergastolo.

Yvette Cooper, membro del Partito Laburista, ha infatti dichiarato ai microfoni: “Dobbiamo sapere se le decisioni di Theresa May di ignorare i nostri avvertimenti ed indebolire il potere dell’antiterrorismo hanno fatto sì che fosse più semplice per lo Stato Islamico organizzarsi e reclutare volontari”. E’ infatti ormai noto che tre membri della cellula terroristica di cui faceva parte Mohammed Emwazi, ora boia per antonomasia dell’Isis, erano stati soggetti a severe misure di controllo adottate nei loro confronti dal governo laburista nel 2011. Tale situazione impediva di fatto il loro ritorno all’interno del territorio britannico.

Ma la nuova coalizione governativa commutò quelle restrizioni nei cosiddetti Tpims (Terrorism prevention and investigation measures), una formula di controllo meno restrittiva, che avrebbe concesso ai terroristi di poter tornare a Londra, e riallacciare i rapporti con Mohammem Emwazi. Due di loro si diedero alla latitanza poco dopo il ritorno in Inghilterra, e lo stesso Emwazi espatriò poco più tardi alla volta della Siria. “L’ipotesi di un possibile collegamento tra coloro che stanno ora compiendo atrocità per conto dell’Isis, ed i pianificatori degli attacchi del 21 Luglio a Londra, è molto preoccupante” ha continuato la Cooper, rincarando poi la dose: “Era chiaro sin dall’inizio che i Tpims erano troppo deboli, ed è impressionante che attualmente solo una persona figuri sottoposta ai Tpims, nonostante tutto ciò che abbiamo sentito finora riguardo all’incremento del pericolo di attentati terroristici”.

“Il Parlamento-ha poi concluso Yvette Cooperdeve sapere se la legislazione che ha alterato il potere dell’antiterrorismo, ha indebolito la capacità del Regno Unito di impedire a terroristi già noti di continuare a sviluppare le loro reti a Londra”.

Theresa May, membro del Partito Conservatore (attualmente al governo insieme ai Liberal Democratici) si è difesa dalle accuse, elencando le misure adottate per contrastare il terrorismo dall’attuale governo, come il cosiddetto Counter Terrorism Act, che permette (tra le altre cose) al personale di frontiera di impedire i viaggi all’estero a chiunque venga ritenuto sospetto. La May ha assicurato inoltre che l’attuale governo sta prendendo “forti decisioni”, ricordando però che combattere il terrorismo internazionale è un impegno che spetta a tutti, non solo alla polizia ed ai servizi di sicurezza.

Yvette Cooper, nel corso del botta e risposta andato in scena oggi pomeriggio, ha inoltre reso noto che le stime parlano di circa 600 cittadini britannici partiti per la Siria nell’ultimo periodo, incluse le tre studentesse sospettate di essersi unite all’Isis circa due settimane fa. La Cooper ha inoltre sollevato il problema dei rapporti con la Turchia, che rappresenta un importante canale verso lo Stato Islamico: “Il governo ha un accordo con le compagnie aeree turche per fermare tutto questo? Dove sono i controlli in Turchia?”. Domanda sulla quale la May ha glissato.

Ad ogni modo, la questione riguardante le leggi sulla sicurezza rimane aperta, con il Segretario di Stato per gli Affari Interni che ha poi concluso, in relazione alla “demonizzazione” dei Tpims, ritenuti dai laburisti “troppo permissivi ed inefficaci”: “Nessun membro della polizia o dei servizi di sicurezza ha mai affermato che, se avessimo avuto ancora il potere di trasferire i sospetti terroristi (allo scopo di tenerli sotto stretta sorveglianza com’era d’uso fare fino al 2011, prima dell’avvento dei Tpims, ndr), ciò avrebbe permesso di prevenire i loro viaggi in Siria”.

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