E’ conclusa l’indagine sul delitto di Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate del cui delitto è unico imputato Massimo Bossetti. Ce n’è abbastanza, tra intercettazioni, filmati di telecamere di sorveglianza e testimonianze per ritenere Bossetti unico colpevole. Tante le pagine raccolte dagli inquirenti che narrano la fredda ricostruzione non solo dell’omicidio della ragazza ma anche la storia di una famiglia che d’un colpo si è trovata sotto i riflettori della cronaca ignara di ciò che portasse dentro. Ogni giorno emergono nuovi particolari e indiscrezioni, e anche conversazioni registrate in carcere, avvenute tra Bossetti e la moglie.
Anche la moglie adesso sembra frastornata, e forse vorrebbe capire chi è il vero Massimo che ha sposato. Dalle parole della donna, anche se apparentemente difende il marito, si intuisce una condizione di dubbio che adesso emerge di fronte ad alcuni dettagli venuti alla luce, e lo si capisce anche dalle conversazioni nella sala colloqui del carcere di Bergamo. La donna vuole capire se il marito mente oppure se è davvero accusato ingiustamente come egli sostiene.
Qualcosa ha forse insospettito Marita, e anche alla domanda del marito sulla perquisizione in casa e sull’eventualità che la donna avesse trovato un coltello, lei chiede: “Non l’hai mai usato, vero?!”, nella speranza che l’uomo le dicesse di no. E poi aggiunge che si, ha trovato due coltellini, ma subito il marito le risponde di buttarli via. Una serie di frasi che per gli inquirenti testimoniano prova certa che l’uomo nasconde qualcosa e non ha alcuna intenzione di rivelare altro per chiarire la sua situazione.
Anche la conversazione tra i due sull’ora del ritorno a casa di Bossetti la sera del delitto, il 26 novembre del 2010, è un po’ strana, e l’imputato rimprovera la moglie di non essere stata convincente nel difenderlo. E Marita incredula aveva detto: “Non posso ricordare cosa hai fatto quella sera, ma di sicuro ho detto che alle 19.30 eri a casa”. Oltre alle conversazioni e alle intercettazioni c’è però chiara e nitida l’immagine del furgone bianco che passa dietro la palestra proprio negli stessi attimi in cui è stata rilevata la scomparsa di Yara. Troppe coincidenze e sospetti, e Bossetti rimane l’unico indagato.