La Nato è attivissima riguardo alla crisi Ucraina. A giurarlo è Jens Stoltenberg, 56 anni, norvegese e, soprattutto, Segretario Generale della Nato. Stoltenberg è stato a Roma nella giornata di ieri, quando ha incontrato il Presidente Mattarella, Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, partecipando quindi ad un incontro con la Commissione Difesa organizzato con il presidente della suddetta commissione Nicola Latorre. Nel corso del summit, il Segretario della Nato ha affermato che l’organizzazione del Patto Atlantico ha già preventivamente spostato aerei nei Paesi del Baltico. Un deterrente per Putin, atto a far pressione sul Premier russo, e scongiurare sul nascere eventuali azzardi da parte di quest’ultimo.
Stoltenberg ha parlato parallelamente anche della questione libica, affermando che la Nato, attiva su entrambi i fronti, ha già provveduto a spostare a Sud alcuni dei suoi assetti, e che Sigonella è in predicato di diventare una base per i droni dell’Alleanza, oltre che per quelli italiani e statunitensi. “La Nato è pronta a dare il suo supporto in Libia-ha infatti affermato il Segretario della Nato nella giornata di ieri-ho espresso forti preoccupazioni per il grande afflusso di migranti che attraversano il Mediterraneo, e ringrazio l’Italia per l’accoglienza”.
Parole che dovrebbero garantire l’impegno delle Forze Atlantiche sia per la delicatissima questione della Libia, sia per l’altrettanto grave crisi che sta attraversando l’Ucraina in questi mesi, tenuta sotto scacco dal gigante russo di Putin, e dilaniata dall’interno dalle azioni di guerriglia dei filoseparatisti. Proprio a proposito della pressione esercitata dalla Russia su Kiev, Stoltenberg si è così espresso, nel corso di un’intervista rilasciata ai giornalisti di Repubblica: “L’Ucraina è una nazione sovrana, è una nazione indipendente ed ha il diritto di difendersi. Noi aiutiamo l’Ucraina a modernizzare e rafforzare il settore della sua Difesa. La Nato non possiede armi, quindi non possiamo passare armi all’Ucraina, cosa che possono invece fare i singoli Stati. Quello che dobbiamo fare-ha proseguito il Segretario della Nato-è lavorare perché gli accordi di Minsk vengano rispettati fino in fondo. La Russia ha offerto armi pesanti ai separatisti: Putin deve ritirarle, deve rispettare l’accordo firmato a Minsk”.
A Jens Stoltenberg è stato anche chiesto se fosse giusto incoraggiare i Paesi membri della Nato a fornire il proprio aiuto all’Ucraina. Il Segretario ha risposto così: “No, noi lasciamo ai membri dell’Alleanza il decidere cosa fare, non è qualcosa che viene stabilito a livello dei 28 Paesi, ma a livello di governi nazionali”. Stoltenberg ha infatti specificato che “Se noi iniziamo a muoverci in aree in cui non abbiamo responsabilità, creeremo confusione. La confusione può essere pericolosa”. Il leader del Partito Laburista norvegese ne ha anche-e soprattutto-per Putin, reo a suo dire di usare il monopolio energetico della Russia per muovere quella che gli analisti definiscono una “guerra ibrida”, nei confronti dei Paesi che il Premier russo ha intenzione di sottomettere a Mosca: “La Russia ancor oggi in Europa usa la forza per costituire situazioni come quelle in Georgia, in Moldavia, usa la forza per una occupazione illegale ed illegittima come in Crimea. Ibrida o non ibrida, è qualcosa che deve cessare: la destabilizzazione dell’Ucraina deve cessare”.
Stoltenberg conclude parlando della Libia, spiegando che “Reagiamo alla minaccia dell’Is adesso che è diventata evidente a tutti, ma non c’è stato nessuno a livello politico che abbia predetto con chiarezza cosa stava per accadere in Siria e Iraq con l’Is. Così com’è mancata la previsione in Libia. Per questo, quello che noi facciamo è prepararci a reagire all’imprevedibile, pre questo chiediamo agli alleati di spendere di più per rendere più rapide e flessibili le nostre forze. E anche l’Italia sta contribuendo a questo sforzo”.