Iraq: raid della Coalizione su Mosul. Strage di civili

Nell'ambito dei raid effettuati oggi dalle forze della Coalizione Internazionale sulle basi dell'Isis in Iraq, sono stati uccisi 50 civili. Tra i morti, secondo il governo di Mosul, figurano anche familiari degli jihadisti

Iraq: raid della Coalizione su Mosul. Strage di civili

Procedono le operazioni militari portate avanti dalla Coalizione Internazionale, mirate ad offrire supporto alle truppe curde ed irachene nella guerra all’Isis in Iraq. L’obiettivo è quello di liberare la città di Mosul dall’influenza dello Stato Islamico, e l’intera operazione è stata affidata all’ex generale statunitense John Allen, attualmente in carica quale coordinatore della Coalizione. Allen sta lavorando fianco a fianco con Haider Al-Abadi, Primo Ministro iracheno, allo scopo di debellare definitivamente il Paese la piaga dell’Isis, e la prima città ad essere finita nel mirino è Mosul, la capitale dello Stato Islamico in Iraq.

Alle operazioni sta partecipando anche la portaerei francese Charles de Gaulle, vero e proprio gioiello della marina transalpina. Proprio nella giornata di ieri uno dei piloti attualmente in servizio sulla de Gaulle, nome in codice Charvy, ha rilasciato un’intervista nella quale ha spiegato il ruolo che i piloti della Coalizione saranno chiamati ad interpretare all’interno del conflitto. Il piano statunitense prevede, oltre all’addestramento dell’esercito iracheno ed all’armamento dello stesso (la “dote” che il Pentagono è pronta ad offrire all’Iraq è stimata in circa 10.000 mitra M16, 10.000 puntatori laser, 100.000 caricatori, elmetti e giubbotti antiproiettile al kevlar, 250 mezzi blindati, 2.000 missili Hellfire ed equipaggiamenti supplementari di vario genere, per un valore totale di circa 20 milioni di dollari), anche una lunga serie di raid aerei; Washington ha quantificato il numero di operazioni aeree necessarie al successo della missione in circa 2.000.

E proprio nel corso di una di queste incursioni, secondo il governo di Mosul sono stati uccisi circa 50 civili. Un’eventualità già preventivata dalle forze della Coalizione Internazionale, in quanto il Califfo Abu Bakr al-Baghdadi aveva già lasciato intravedere le avvisaglie di ciò che sarebbe successo: il leader Califfato ha infatti promosso opere di reclutamento coatto, punizioni severe per le famiglie che si sarebbero rifiutate di fornire soldati all’Isis, deportazione dei civili catturati all’interno della città per fungere da scudi umani contro i bombardamenti, ed altre misure deterrenti di questo genere.

Il numero delle vittime che le fonti di Mosul dà per accertate è di 46 persone, appartenenti a 13 differenti famiglie di Qayyara e Shura, villaggi a Sud della roccaforte dell’Isis che rappresenta l’obiettivo finale della battaglia (sono infatti cinque i centri controllati dagli estremisti islamici che precedono Mosul). Tra i morti, sempre stando a quanto affermato dalle fonti locali, sembra che vi siano anche mogli e figli di alcuni jihadisti dello Stato Islamico.

Continua a leggere su Fidelity News