Guariniello sostiene che le vittime di Casale saranno risarcite

Il procuratore Guariniello, dopo la sentenza emessa dalla Cassazione che annullava i risarcimenti per le vittime di Eternit, è deciso più che mai ad andare avanti. Solo una battaglia è stata persa, ma il colpevole sarà punito

Guariniello sostiene che le vittime di Casale saranno risarcite

Il procuratore Raffaele Guariniello, alla sentenza della Cassazione sulla questione dell’amianto che ha annullato i risarcimenti per le vittime ha risposto: “La battaglia per le vittime dell’amianto non è finita qui. Anzi, questa sentenza spiana la strada al nuovo processo, quello sugli omicidi, che sono 258 fino a oggi. Ho firmato da pochi minuti la richiesta di rinvio a giudizio”.

Il procuratore è tranquillo, e ha detto che attendeva le motivazioni della Cassazione per mandare avanti il nuovo fascicolo, e sui risultati a lungo termine è fiducioso: il procuratore è infatti convinto che il giorno della giustizia arriverà, anche perché ancora oggi ci sono vittime per l’Eternit. Prima o poi, sentenzia Guariniello, il colpevole sarà punito.

Alla domanda riguardo al fatto che il procuratore sta impostando il processo diversamente da come ha detto la Cassazione, che ha ribadito che quello era l’unico processo possibile, Guariniello ha risposto: “L’inchiesta sugli omicidi è partita contemporaneamente a quella sul disastro ambientale. All’inizio abbiamo imboccato le due strade perché sapevamo che chiudere un’inchiesta sulle singole morti avrebbe richiesto molto tempo. Se fosse passata la nostra interpretazione del reato di disastro oggi avremmo già una sentenza definitiva. Invece, così, siamo ancora alla linea di partenza”.

Il fatto che sia passato tanto tempo, dice Guariniello, è stato dovuto alla necessità di raccogliere  i “vetrini” di oltre mille persone decedute nelle aree dove sorgevano gli stabilimenti in modo da dimostrare il legame tra l’esposizione all’amianto e la malattia mortale. Il procuratore ha ricordato che per 258 persone è stato possibile accertare una diagnosi veritiera e dimostrabile, e tutto questo lavoro è stato non solo lungo ma anche molto costoso. 

Il problema resta comunque il risarcimento per le parti civili. Per tentare di farli rientrare nel processo con questo nuovo procedimento il procuratore e la sua equipe sta raccogliendo tutte le informazioni anche sui parenti delle vittime, che poi ovviamente saranno chiamate a deporre come parti civili nel processo per omicidio. Guariniello ha anche aggiunto che non corrono nessun rischio di prescrizione perché gli omicidi non si prescrivono e ci sono casi di decessi anche fino al 2014. Quindi, il procuratore adesso procederà velocemente per accelerare le fasi di questa lunga storia e portare finalmente una vittoria conclusiva.

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