Altro episodio di degrado: canile di Modena sotto sequestro

E' stato posto sotto sequestro nella mattina del 24 febbraio un canile nella provincia di Modena in cui erano detenuti cani, gatti ed un asino in condizioni igieniche impossibili e degradanti. Rischia grosso la titolare

Altro episodio di degrado: canile di Modena sotto sequestro

Ed ecco che pochi mesi dopo che il Santo Padre ha “aperto il paradiso agli animali”, in terra si ripropone l’inferno per alcuni di essi.Quello che stiamo per raccontarvi è un altro episodio di incuria e cattiveria verso gli animali.

E’ successo in Emilia Romagna, a Fienale Emilia, in provincia di Modena. I volontari della LAV (la Lega Anti Vivisezione, una delle più importanti associazioni animaliste italiane) hanno denunciato la titolare di un canile. I motivi che hanno spinto i volontari a sporgere denuncia sono evidenti non appena si da uno sguardo alle foto: i numerosi animali sono tenuti in uno stato di totale abbandono, molti di loro sono malati da tempo (soprattutto i gatti) e non curati; sono tenuti nella sporcizia e quando qualcuno di essi inevitabilmente muore il suo corpo non è trasportato in un’area apposita, seppellito o cremato, ma rimane lì con gli altri a marcire, rendendo ancora peggiori le condizioni igieniche degli animali reclusi.

Le gabbie in cui si trovano gli animali sono piccole e non adatte a loro, la maggior parte di essi non sono nemmeno tenuti in box adeguati ed anzi occupano bagni e altri locali della struttura in cui non dovrebbero trovarsi. Esattamente stiamo parlando di oltre 70 cani, 80 gatti ed un asino. Numerose segnalazioni sono giunte anche da privati cittadini.

E’ intervenuto questa mattina il Corpo Forestale dello Stato che ha provveduto al sequestro preventivo dello stabile, disposto da Gip di Modena, e ha presentato la denuncia alla donna che ora rischia pesanti sanzioni oltre alla reclusione. I capi d’accusa sono “reati di maltrattamento e detenzione in condizioni non corrette”, ma sono in corso indagini per valutare eventuali altre responsabilità.

Secondo quanto detto dal Corpo Forestale dello Stato la struttura appartiene ad un’associazione convenzionata con il comune. I rappresentanti della Lav hanno dichiarato “Esprimiamo la nostra soddisfazione per l’operato della magistratura e per l’attività condotta questa mattina dal Cfs che ringraziamo per l’importantissima azione di contrasto dei crimini a danno degli animali, che siamo certi si rivelerà decisiva anche in questo caso”.

E’ impensabile che nel 2015 possano arrivare ancora delle notizie incredibili come questa, che lascia a dir poco allibito chi invece, come è giusto che sia, farebbe di tutto pur di non “torcere un pelo” agli animali.

Continua a leggere su Fidelity News