Nel primo pomeriggio di oggi, un uomo ha fatto irruzione all’interno di un ristorante in Repubblica Ceca, aprendo immediatamente il fuoco sulla folla. Le prime indiscrezioni riguardo alla sparatoria hanno iniziato ad emergere poco prima delle tre di pomeriggio, ed un testimone ha subito riferito che c’erano all’incirca 20 persone nel locale al momento dell’accaduto, almeno 8 delle quali sono rimaste uccise nel corso dell’attentato. Ma stavolta non c’entrano i fondamentalisti islamici, né altre frange estremiste politiche o religiose: il folle gesto sarebbe infatti da ricondurre ad un 60enne affetto da disturbi mentali, che avrebbe preso d’assalto un ristorante di Uhersky Broad, cittadina nella regione di Zlìn, Repubblica Ceca, sparando indiscriminatamente contro chiunque gli si parasse davanti.
Tuttavia stavolta le avvisaglie del disastro erano state annunciate. L’attentatore aveva infatti dichiarato le sue intenzioni alla stazione TV, per poi recarsi nel ristorante a consumare la propria delirante vendetta: “Sono una vittima di bullismo-ha spiegato l’uomo al giornalista in ascolto-ma adesso è tempo di regolare i conti”. Il killer avrebbe inoltre spiegato di essere da tempo al centro di una situazione in cui le persone del paesino si divertivano a ferirlo, e che aveva già denunciato la cosa alle autorità locali, che però non avevano mosso un dito per aiutarlo.
Così il sessantenne ha deciso di farsi giustizia da solo, prendendo d’assalto il ristorante ed aprendo il fuoco sui presenti. Stando a quanto riporta il sindaco della cittadina, sembra che il pluriomicida fosse dotato di due armi, una delle quali sarebbe stata un fucile a pompa. Il Primo Ministro ceco si è detto “scioccato dal tragico attacco”, aggiungendo poi che si è trattato di “un atto di indicibile violenza. I nostri pensieri vanno alle vittime, alle famiglie ed ai cittadini della Repubblica Ceca”. Al termine della strage, l’uomo si è infine tolto la vita.