USA: proposta di legge per vietare i leggings

Nello Stato del Montana, gli ultraconservatori cristiani stanno cercando di far vietare i leggings. "fanno venire pensieri sporchi agli uomini". E tra le pene previste per i trasgressori figura persino il carcere

USA: proposta di legge per vietare i leggings

E’ una proposta di legge destinata a far discutere quella promossa nel Montana da David Moore, membro del partito repubblicano noto per la sua ideologia da ultraconservatore vecchio stampo, il quale si sta facendo in questi giorni promotore di una nuova ondata di perbenismo e proibizionismo. Nel mirino della scatenata opera di censura, questa volta, sono finiti i leggings. A scatenare la bufera era stata una blogger, cristiana osservante ai limiti dell’estremismo, che si era lamentata si quanto i leggings “facessero venire pensieri sporchi agli uomini”. Veronica Partridge, dopo aver fatto il mese scorso voto di non indossare più i leggings per compiacere suo marito, si è poi scagliata in generale su tutte le donne che fanno utilizzo di questo oramai diffusissimo capo d’abbigliamento. Nel suo mondo ideale infatti, evidentemente digiuno di psicologia ed antropologia, gli uomini dovrebbero guardare unicamente la propria moglie. E le donne non dovrebbero indurre in tentazione queste povere creature, così inclini per via della loro natura immorale alla deviazione.

Tragicomica la narrazione riportata dalla Partridge nel suo blog in merito alla questione: “E’ possibile che il mio mettere i leggings possa portare un altro uomo, qualcuno che non sia mio marito, ad avere pensieri lussuriosi su di me? Ho chiesto a mio marito quale fosse la sua idea in merito, ho apprezzato la sua onestà quando mi ha detto <<Sì, quando vado da qualche parte e c’è una donna che indossa questi pantaloni, mi riesce difficile non guardare. Ci provo, ma non è facile>>”. Veri e propri drammi esistenziali che affliggono e tolgono il sonno a più o meno ogni donna sulla faccia della Terra, insomma.

E David Moore ha subito raccolto l’incipit, forte dei 70.000 followers che il post ha raccolto su Facebook, proponendo la già famigerata table House Bill 365, una normativa che andrebbe a vietare l’utilizzo degli yoga pants (così vengono chiamati i leggings negli Stati Uniti) in quanto indecenti, e sconvenienti da indossare in un luogo pubblico. La legge, già controversa, viene ulteriormente estremizzata dalle possibili conseguenze dell’infrazione, tra le quali figura il carcere. Ed in caso di reiterazione per tre volte del reato, l’ergastolo e 10.000 dollari di multa.

La proposta reazionaria ed anacronistica di Moore potrebbe essere una risposta iperbolica al flash mob “Bare as you dare” svoltosi nella città di Missuola, durante il quale molte persone hanno guidato una bicicletta completamente nude, per “celebrare artisticamente il corpo umano” e ribadire il diritto dei ciclisti all’utilizzo delle strade, destinate non solo agli autoveicoli. I primi segnali non sono affatto confortanti, perché sembra che la Commissione legislativa del Montana abbia già avallato la posizione di David Moore, approvando il decreto all’unanimità. Certo è che, se dovesse davvero riuscire a far passare una legge del genere, il Montana non farebbe altro che passare da un parossismo all’altro, dalla libera nudità al pudicissimo trionfo del monastico, tanto auspicato dai cristiani ultraconservatori come la Partridge.

Con buona pace degli amanti dei leggings, e delle sinuose evidenze femminili.

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