4 arresti per tangenti su appalti militari, generale in pensione coinvolto

In cambio della promessa di lavori per l'Aeronautica, Esercito e per il Centro di accoglienza di Foggia elargivano denaro e vacanza di lusso. 16 gli indagati, quattro di cui in arresto, tra loro anche un generale in pensione

4 arresti per tangenti su appalti militari, generale in pensione coinvolto

I militari della guardia di Finanza di Foggia hanno arrestato quattro persone coinvolte in una vicenda di tangenti e corruzione per pilotare appalti di Aeronautica, Esercito e per la realizzazione del Cara di Borgo Mezzanone. E’ stata anche chiesta l’interdizione per il vice prefetto di Roma Tommaso Ricciardi, che ha ricoperto finora la carica di responsabile della Direzione per le libertà civili e l’immigrazione del ministero degli Interni.

Ecco i nomi delle persone tratte in arresto: Carlo Peluso, generale dell’Aeronautica militare in pensione e Capo ufficio progetti del Genio Difesa; Vincenzo Anzivino, responsabile delle pratiche di intermediazione tra imprenditori e pubblica amministrazione. I due uomini si trovano adesso in carcere, mentre gli altri due, Giuseppe Guastamacchia, proprietario di un’impresa edile e Saverio Quartucci, colonnello della Aeronautica militare, si trovano invece ai domiciliari.

A condurre le indagini è stato il pm Francesco Bretone: i militari incaricati hanno accertato che nella vicenda erano coinvolte in tutto 16 persone e che le tangenti e le truffe ruotavano attorno ad una serie di gare pubbliche. Tra queste la ristrutturazione di due plessi da destinare a mensa e l’interno della caserma Pisano a Capo Teulada, che si trova in provincia di Cagliari.

E ancora la ristrutturazione di moduli abitativi per il centro immigrati di Borgo Mezzanone, l’installazione di impianti fotovoltaici su terreni appartenenti al ministero della Difesa. Inoltre, un tentativo di turbamento durante la regolare procedura di gare di appalto che doveva essere di competenza della Aeronautica militare di Bari-Palese.

A queste persone vengono contestati diversi reati tra cui: corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, truffa aggravata per danni a ente pubblico,  istigazione alla corruzione, rivelazione di atti d’ufficio, turbata libertà degli appalti, tutti reati che fanno riferimento al periodo che va dal 2011 al 2012. Come ricompensa per i favori ottenuti erano promesse somme ingenti, come 40 mila euro, ma anche vacanze in luoghi turistici come ad esempio in Salento.

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