L’aereo è oggigiorno considerato il mezzo di trasporto per eccellenza: rapido, economico e, soprattutto, sicuro. Nonostante tutte le rassicurazioni e le statistiche a favore, tuttavia, molta gente conserva ancora una sorta di atavico timore nei confronti dei giganti dei cieli, ed ha paura di volare per i motivi più disparati: l’aereo potrebbe essere a corto di carburante, potrebbe venire colpito da una tempesta di fulmini o grandine, potrebbe avere un guasto meccanico, potrebbe persino essere soggetto ad attentati di matrice terroristica o venire colpito da un missile nell’atto di sorvolare una zona di guerra. Ma un attacco da parte di scorpioni non figura esattamente ai primi posti tra i motivi che spingono le persone a non imbarcarsi in un velivolo.
Eppure è proprio ciò che è successo negli Stati Uniti, a bordo del volo 567 diretto da Los Angeles a Portland, prima del decollo. Il portavoce dell’Alaska Airlines, compagnia alla quale appartiene l’aereo interessato, ha dichiarato che il volo stava per partire, quando una passeggera è stata improvvisamente punta da uno scorpione sbucato fuori dal nulla, tra l’incredulità generale. Momenti di panico a bordo, ma per fortuna la fase di decollo vero e proprio non era ancora cominciata, così la sventurata viaggiatrice ha potuto scendere per essere sottoposta alle immediate cure del centro medico dell’aeroporto. La donna si è comunque rifiutata si sottoporsi ad ulteriori trattamenti medici, ma al contempo non ha più voluto imbarcarsi a bordo del velivolo.
Nel frattempo il personale di bordo si è adoperato per cercare eventuali altri scorpioni nascosti nell’aereo, ed il volo è finalmente partito alle 20:40, con circa un’ora di ritardo rispetto all’orario di partenza iniziale. Non è ancora chiaro come l’aracnide indesiderato sia riuscito a salire a bordo dell’apparecchio, ma si sospetta che ciò possa essere avvenuto in Messico, da dov’era partito il volo originale prima di effettuare i vari scali. Nello stesso velivolo si trovava anche la squadra di basket dell’Università dell’Oregon, il cui allenatore, Wayne Tinkle, ha poi dichiarato ai microfoni di ESPN: “Quella donna è stata un vero campione, si è comportata come se si trattasse di una puntura di zanzara”.
Insomma, dopo il caso delle phoneutria nigriventer ritrovate nei caschi di banane (loro habitat naturale, al punto da essere conosciuti gergalmente proprio come “ragni delle banane”) a Londra circa un anno e mezzo fa, ora è stata la volta dello scorpione immigrato, che ha pensato bene di aggirare le famigerate barriere al confine con il Messico in un modo decisamente originale. Certo due indizi non fanno una prova, e difficilmente la paura degli aracnidi in aereo potrà soppiantare la psicosi da attentato terroristico, ma sembra proprio che anche a questi insospettabili globetrotters non dispiaccia concedersi un viaggetto, di tanto in tanto.