Un ragazzo di 12 anni è deceduto nel corso di una partita di rugby che si stava svolgendo a Macerata. Elia Longarini, questo il nome del ragazzino che stava giocando con la squadra Amatori Rugby di Ancona contro la squadra di Fabriano, si è sentito male durante la partita e ha chiesto all’allenatore di essere sostituito. Improvvisamente il ragazzino si è accasciato al suolo ed è morto sotto gli occhi di tutti, allibiti e impotenti nel poter fare qualcosa per aiutarlo.
La partita era in corso sul campo di Villa Potenza, e prima dell’inizio Elia stava bene e non aveva dato segni di avere qualcosa che lo affliggesse. Immediatamente sono stati allertati i soccorsi del 118, che però non hanno potuto fare altro che accertare il suo decesso. Sul corpo del ragazzo è stata disposta l’autopsia che darà alcuni chiarimenti sulle cause della morte di Elia. Il ragazzo è morto sotto gli occhi della mamma, che stava assistendo alla partita come di routine, e in presenza del fratello che si trovava con lui in campo.
Il 12enne aveva detto di avere dei forti dolori all’addome mentre stava correndo in campo e ha dovuto abbandonare la partita perché non si reggeva più in piedi. Il medico che era presente a bordo campo gli ha praticato subito un massaggio cardiaco, pensando che il malore del ragazzo avesse a che fare con qualche problema improvviso al cuore, e ha cercato così di alleviare il malessere di Elia. Immediatamente sul campo è arrivata l’ambulanza del 118 con un team che ha prestato soccorso al ragazzo ma che purtroppo si è rivelato inutile. Il giovane era già deceduto e nemmeno le pratiche di rianimazione sono servite a tenerlo in vita.
Mentre il ragazzo accusava il malore anche l’eliambulanza era stata già allertata, ma visto che il ragazzo nel frattempo era morto l’intervento è stato annullato. La squadra del ragazzo e la squadra avversaria sono ancora sconvolti per quanto è successo, e ancora non riescono a capacitarsi per la vicenda assurda. Grande è il dolore della famiglia, e della madre e del fratello che hanno visto morire il congiunto sotto i loro occhi senza poter fare nulla per aiutarlo.