Boko Haram: gli estremisti islamici attaccano anche il Ciad

Guerra in Ciad, un commando dei Boko Haram prende d'assalto il villaggio di Ngouboua. Immediata la risposta dell'aeronautica ciadista, che ha distrutto le imbarcazioni dei terroristi, riuscendo ad uccidere alcuni membri del commando islamico

Boko Haram: gli estremisti islamici attaccano anche il Ciad

I militanti islamici appartenenti alle milizie conosciute come Boko Haram, già responsabili di orribili massacri in Nigeria, durante la notte appena trascorsa hanno varcato per la prima volta il confine con il Ciad, prendendo d’assalto il villaggio di Ngouboua. Si tratta della prima volta in cui questo gruppo terroristico varca il confine con lo Stato del Ciad, seminando morte e distruzione fra la popolazione locale. Sarebbero state quattro le imbarcazioni degli estremisti jihadisti avrebbero utilizzato per attraversare il lago Ciad, dirigendosi poi verso il villaggio di Ngouboua, armati di tutto punto. A nulla è valso lo sforzo delle milizie locali, che colte impreparate non hanno saputo reggere il violento urto del commando islamico.

Spazzata via la resistenza delle forze di sicurezza, i Boko Haram si sarebbero poi diretti verso le zone popolate, appiccando incendi alle abitazioni e finendo col radere al suolo o danneggiare seriamente circa due terzi degli edifici. Sarebbero invece una decina i morti tra la popolazione civile. I guerriglieri, una trentina secondo le prime ricostruzioni, sarebbero successivamente stati attaccati da un velivolo militare appartenente all’aeronautica del Ciad, il quale sarebbe riuscito ad uccidere diversi jihadisti, distruggendo al contempo anche le barche con le quali essi avrebbero attraversato il lago.

Si tratta come già detto della prima volta in cui il gruppo Boko Haram sconfina in Ciad, e si rischia di creare un pericoloso precedente destinato ad avere sanguinosi risvolti: il villaggio di Ngouboua non sarebbe stato infatti scelto casualmente come obiettivo, ma sembra che si trattasse invece di una pianificazione ad hoc per arrivare ad un duplice fine: uno emotivo, simbolico, ed uno puramente strategico. Il suddetto villaggio rappresenta infatti la prima zona nella quale vengono accolti i nigeriani in fuga dalle terribili violenze dei fondamentalisti islamici. Attaccarlo avrebbe significato instillare ancora più terrore tra gli sfollati, che non avrebbero più potuto sentirsi al sicuro nemmeno una volta varcati i confini della Nigeria, dove i Boko Haram sono costantemente attivi nel massacrare e torturare sistematicamente la popolazione locale nel corso degli ultimi mesi; al contempo, avrebbero così distrutto il primo, vero punto nel quale si concentravano i profughi in fuga dall’orrore.

Un vero e proprio delirio di sangue e morte, quello dei jihadisti, la cui guerra contro il Ciad era cominciata già tempo addietro. L’aeronautica ciadista si è infatti distinta per l’impegno e l’efficienza nei bombardamenti effettuati sui campi di addestramento dei Boko Haram, distruggendone diversi sia in Nigeria, che nelle regioni del Niger. Per questa ragione il leader del movimento estremisti, Abubakar Shekau, aveva dichiarato ufficialmente guerra al Ciad in un infervorato videomessaggio destinato al Presidente Idriss Deby, ed a tutta la popolazione del Paese africano. Ma il Ciad, che ha sempre dimostrato di non tollerare il regime di terrore sul quale si basano i principi dei fondamentalisti, è pronto a ribattere colpo su colpo. Per salvaguardare i propri confini, e tutti quegli esuli nigeriani che, riusciti a scampare all’inferno in cui i Boko Haram hanno trasformato la loro terra, ancora vedono nel Ciad il primo luogo sicuro da raggiungere per sfuggire all’indiscriminato massacro perpetrato ai loro danni dai brutali fondamentalisti religiosi.

Continua a leggere su Fidelity News