Era il novembre 2011 quando un trentenne ucraino senza fissa dimora fu sorpreso all’interno di un supermercato mentre cercava di rubare una confezione di wurstel e due pezzi di formaggio per un totale di 4,07 euro. Senza lavoro, preso dai morsi della fame aveva deciso di sfamarsi rubando qualcosa da mangiare dagli scaffali del supermarket.
L’uomo è ora stato condannato in via definitiva dalla corte d’appello di Genova a sei mesi di reclusione che dovrà scontare con la condizionale, e dovrà anche pagare una multa di 160 euro. Il procuratore generale, Antonio Lucisano, aveva chiesto la riduzione del reato, in quanto il tentativo di furto era stato dettato dalla necessità, con la condanna a 100 euro di multa. I giudici invece si sono mostrati inflessibili e hanno convalidato la pena già inflitta nel corso del processo di primo grado punendo il clochard.
Anche lo scorso gennaio si è verificato un caso simile, infatti, un ragazzo di 28 anni è stato sorpreso mentre cercava di occultare una scatola di cioccolatini del valore di 8 euro. In questo caso il pubblico ministero è stato più clemente considerando la lieve entità del danno ma non ha archiviato il caso vista l’opposizione dei legali del supermercato.
Negli ultimi anni c’è stato un aumento del 15% dei furti di prodotti alimentari nei supermercati, ad essere rubati sono soprattutto generi di prima necessità quali prosciutto, formaggio e pane. Alla base di questi furti ci sarebbe quindi una necessità effettiva di soddisfare bisogni primari, è la fame che spinge molti a portare via dagli scaffali dei supermercati i generi alimentari.
Problematica è anche la situazione dei senzatetto: a Genova sono un migliaio i clochard che, ogni notte, cercano riparo nei dormitori comuni o in baracche fatiscenti. Tra i senzatetto ci sono soprattutto persone provenienti dall’Est Europa e dell’America latina ma anche molti italiani. La comunità di Sant’Egidio ha realizzato un censimento da cui risultano 300 clochard che frequentano i dormitori comuni, 200 rom, 350 che dormono in baracche o sui marciapiedi e 150 sono definiti “irraggiungibili” in quanto abbandonati a se stessi si rifiutano anche di accettare l’aiuto dei volontari.