Niente più sconti ai condannati per scambio elettorale politico-mafioso. E’ questo il succo della nuova legge, che sarà effettiva una volta uscita sulla Gazzetta ufficiale, relativa ai benefici penitenziari finora concessi ai condannati in base all’articolo 416-ter. La modifica al codice penale è stata votata all’unanimità dalla Commissione Giustizia della Camera, che ha così voluto dare un segnale forte agli affiliati alla mafia: basta agli sconti per coloro che si macchiano di questo genere di reato. Questa modifica andrà quindi a togliere ai carcerati per scambio politico-mafioso privilegi come il lavoro esterno, i numerosi permessi premio, l’affidamento in prova, i domiciliari ed il regime di semilibertà.
Si tratta di un piccolo ma decisivo passo avanti nella lotta alla mafia, che ha trovato largo consenso tra tutte le forze politiche della Camera. Massima soddisfazione è stata espressa anche da Donatella Ferrari, membro del PD nonché Presidente della Commissione Giustizia, che ha voluto commentare così questa conquista: “Dopo aver potenziato e ampliato dieci mesi fa la punibilità del voto di scambio politico-mafioso, ora abbiamo inasprito anche il trattamento processuale e penitenziario applicando il sistema del cosiddetto ‘doppio binario’ già previsto dall’ordinamento per l’associazione mafiosa e altri reati connessi di particolare gravità e allarme sociale. […] La lotta alle mafie è per il Pd una priorità”
Ma non è finita qui, perché stando alle parole di Davide Mattiello, membro del PD e relatore della proposta di legge relativa alle modifiche al 416-ter, è già pronta la prossima mossa. Stando alle sue parole: “Il prossimo ritocco riguarderà l’innalzamento delle pene proporzionale all’annunciato aumento delle pene per il 416-bis“. Fioccano gli elogi da parte di Walter Verini, capogruppo PD in Commissione Giustizia, che si dice sicuro di come “Oggi è stato segnato un colpo importante al malaffare”. Piena soddisfazione anche per il Procuratore nazionale Antimafia Franco Roberti, e per il Presidente dell’Autorità nazionale anti corruzione Raffaele Cantone, che in merito ha affermato: “Credo che sia una legge fatta molto bene. Il testo è stato migliorato, e punisce quello che deve essere punito, cioè lo scambio delle promesse fra mafiosi e candidati”.