Indagati i vertici di Ubi Banca, sotto inchiesta anche Giovanni Bazoli

L'accusa contestata agli indagati è quella di ostacolo alla vigilanza. Le Fiamme Gialle hanno eseguito perquisizioni a raffica della Guardia di finanza nella sede dell'Istituto ed è finita sotto indagine anche la Compagnia delle Opere

Indagati i vertici di Ubi Banca, sotto inchiesta anche Giovanni Bazoli

La guardia di finanza ha perquisito la sede di Ubi Banca perché è stata inserita in una nuova inchiesta che riguarda i vertici del gruppo: l’inchiesta ha visto infatti tanti indagati tra cui anche Giovanni Bazoli, presidente dell’Associazione banca lombarda e piemontese. A lui e agli altri indagati è contestato il reato di aver ostacolato la vigilanza.

Sotto inchiesta sono finti anche Franco Polotti, presidente del consiglio di gestione di Ubibanca, Victor Massiah, amministratore delegato, Andrea Moltrasio, presidente del consiglio di sorveglianza,  Mario Cera, vicepresidente del consiglio di sorveglianza, e Emilio Zanetti, consigliere facente parte dell’amministrazione della Banca Popolare di Bergamo e della Banca Popolare Commercio e industria. Tutti vertici del gruppo cge adesso dovranno rispondere del loro operato. E inoltre, con loro sono indagati anche Antonella Bardoni, Giuseppe Sciarrotta, Guido Marchesi, Marco Mandelli, Rossano Breno, tutte persone di spicco nella Ubi Banca. Nei loro confronti il pm Pelosi intende procedere contestando a loro carico il reato di influenza illecita su assemblea.

I fatti ipotizzati dalla procura di bergamo riguardano presunte irregolarità svoltesi durante l’assemblea della banca del 2013, in occasione dell’elezione del Consiglio di sorveglianza e del Consiglio di gestione dell’istituto. Secondo l’accusa le firme raccolte sarebbero state alcune falisificate e altre addirittura lasciate in bianco. In base ai dati emersi dall’inchiesta Giorgio Jannone, ex parlamentare Pdl, chiede le dimissioni dei vertici. 

E dice in proposito: “Le dimissioni dei vertici pro tempore di Ubi sono, a questo punto, tanto urgenti quanto inevitabili, essendo venuto palesemente meno il richiesto requisito della onorabilità”. Sotto indagine anche la Compagnia delle opere, in quanto emergono altre accuse rispetto a quelle avanzate a maggio, che erano già pesanti e riguardavano truffa e riciclaggio.

L’accusa di ostacolo all’attività di vigilanza era stata avanzata in quanto gli azionisti di Ubi Banca, ovvero l’Associazione Amici di Ubi e l’Associazione Banca Lombarda e Piemontese con a capo Bazoli, sarebbero stati colpevoli di aver attuato un sistema di normative che avrebbe stabilito a priori i nominativi dei vertici senza metterne a conoscenza le autorità di vigilanza. Agli ex dirigenti di Ubi leasing i magistati contestano numerosi passaggi sospetti nella compravendita di beni di lusso, tra cui figurano imbarcazioni e aeromobili. L’accusa ipotizza che questi beni venivano passati attraverso dei leasing a società nominate o a persone. 

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