Oggi ha preso il via l’Osservatorio sull’edilizia scolastica, quasi subito dopo l’ennesimo crollo di un soffitto in un’aula scolastica provocando sette feriti. Il ministro Giannini ha risposto ad alcune domande in merito, e proprio per iniziare ha chiarito immediatamente che vi è un enorme ritardo per quanto riguarda l’edilizia scolastica e che si sta cercando di intervenire quanto prima con una serie di progetti senza precedenti.
Ecco uno stralcio della risposta del mistro Giannini: “Certo, non possiamo garantire tutti nell’immediato, ma quello che stiamo facendo è finalizzato alla fine di questi episodi. I crolli non devono essere più nello scenario delle ipotesi possibili. Sull’edilizia scolastica il governo ci sta mettendo soldi veri, e non solo sull’edilizia”.
Alla domanda del cronista su quali altri settori saranno fatti gli interventi il ministro ha risposto che finalmente ci sono le risorse per riacquistare tutto il materiale scolastico che serve nelle scuole. Il ministro specifica che ci sono stati dei grossi risparmi e adesso il ministero ha deciso di destinare queste risorse alla scuola. E così ben cinquanta milioni di euro andranno immediatamente sul fondo di funzionamento che in questi anni si era ridotto a 110 milioni di euro. Il ministro precisa che il decreto è pronto per essere attuato e a breve saranno riformate le scuole.
Un’altro punto su cui il ministro dà un chiarimento è sulle donazioni dei genitori e sui contributi volontari versati dalle famiglie che nel frattempo sono diventati obbligatori: il ministro dice che bisognerà abolire le richieste pressanti dei presidi e d’ora in poi saranno obbligati a utilizzare i contributi scolastici per rilanciare la didattica della scuola. Il contributo dei genitori deve quindi tornare ad essere libero per contribuire al miglioramento della scuola dei propri figli. Inoltre, il ministro sepcifica che il fondo sarà stabilizzato a 135 milioni a partire dal 2016 e per tutte le stagioni successive.
Nuovi progetti ci sono anche per i laboratori, per cui si dovranno trovare entro fine gennaio 113 milioni. Sono previsti almeno duecento ore di lezione all’anno nel triennio, rispettando il presupposto di far partire sul serio l’alternanza scuola-lavoro.
E poi c’ è la questione dei precari e la formazione dei neodocenti. Su questo il ministro aggiunge: “Non tutto il miliardo destinato andrà nelle assunzioni, anche perché toglieremo migliaia di supplenze risparmiando cinquecento milioni. Stiamo destinando soldi specifici proprio per la formazione degli insegnanti. E poi la Buona scuola si sta facendo anche con finanziamenti fuori dalla legge di stabilità”.
Il ministro ha anche aggiunto che la Banca europea degli investimenti ha apprezzato alcune parti del progetto e l’intervento della Bei potrebbe costituire un fattore molto importante.