Asti, anni di soprusi e paura: arrestato un quarantenne dopo le indagini della Procura

Ad Asti un quarantenne è stato arrestato dopo un’indagine su presunti maltrattamenti protratti per anni nei confronti della moglie invalida, ora trasferita in una struttura protetta.

Asti, anni di soprusi e paura: arrestato un quarantenne dopo le indagini della Procura

Una lunga vicenda familiare segnata da sofferenze e timori è emersa ad Asti, dove un uomo di 40 anni è stato arrestato dalla polizia giudiziaria su disposizione della Procura. L’indagine riguarda presunti m@ltrattamenti avvenuti per anni nei confronti della moglie, una donna cinquantenne con invalidità totale, che secondo gli investigatori avrebbe vissuto a lungo in una situazione di forte fragilità emotiva e dipendenza psicologica.

L’uomo è accusato di màltrattamenti in famiglia, lesioni personali e altri gravi reati contestati dalla magistratura. Dopo l’emissione del provvedimento cautelare è stato trasferito nel penitenziario Lorusso e Cutugno, mentre la donna è stata collocata in una struttura protetta per garantire la sua sicurezza e il necessario supporto assistenziale.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la situazione sarebbe andata avanti dal 2017. Nel corso degli anni la donna avrebbe presentato più segnalazioni alle autorità, salvo poi ritirarle in diverse occasioni per il timore di possibili conseguenze e pressioni familiari. Una dinamica purtroppo frequente nei casi di disagio domestico, dove paura e isolamento possono rendere molto difficile interrompere il rapporto con la persona denunciata.

Le indagini hanno preso forma soprattutto negli ultimi mesi grazie alla collaborazione tra servizi sanitari, assistenti sociali, specialisti e autorità giudiziaria. Gli accertamenti sarebbero stati supportati da documentazione medica, testimonianze raccolte in modalità protetta e dai racconti della stessa donna, ascoltata dagli investigatori in un contesto di particolare tutela.

Nel tempo la cinquantenne avrebbe interpellato più volte alle strutture sanitarie per ricevere cure e assistenza. Gli inquirenti parlano di un quadro di forte disagio personale che avrebbe richiesto anche interventi specialistici dal punto di vista psicologico. La collaborazione tra i vari enti coinvolti si è rivelata determinante per ricostruire il contesto familiare e valutare la necessità di misure urgenti di protezione.

Pochi giorni fa, dopo un nuovo episodio ritenuto particolarmente grave dagli investigatori, è stato disposto il trasferimento immediato della donna in una struttura protetta. Anche successivamente, secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe continuato a mantenere atteggiamenti intimidatori nei confronti della moglie, elemento che avrebbe contribuito alla decisione del giudice di applicare la custodia cautelare in carcere. Durante l’interrogatorio di garanzia il quarantenne avrebbe ammesso solo in parte le contestazioni mosse nei suoi confronti. Nonostante ciò, il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto concreto il rischio di reiterazione dei comportamenti contestati, confermando quindi la misura restrittiva.

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