Zaniolo derubato in casa a Udine: lo sfogo furioso sui social contro i ladri

Nella notte tra domenica 19 e lunedì 20 aprile 2026, la casa di Zaniolo a Moruzzo, in provincia di Udine, è stata svaligiata da ladri. Il calciatore dell'Udinese era assente con la famiglia e ha trovato l'abitazione a soqquadro al ritorno.

Zaniolo derubato in casa a Udine: lo sfogo furioso sui social contro i ladri

Brutta sorpresa per Nicolò Zaniolo, attaccante classe 1999 dell’Udinese. Nella notte tra domenica 19 e lunedì 20 aprile 2026, la sua abitazione situata a Moruzzo, in provincia di Udine, è stata presa di mira da una banda di ladri. I malviventi hanno approfittato dell’assenza del calciatore, che si trovava fuori città insieme alla moglie Sara Scaperrotta e ai figli Tommaso e Leonardo, dopo la partita casalinga persa contro il Parma il sabato precedente. Rientrando in casa, Zaniolo ha trovato l’abitazione completamente a soqquadro: cassetti aperti, armadi svuotati e abiti sparsi per le stanze.

Stando alle prime ricostruzioni, i malviventi avrebbero portato via alcune borse di valore di pregio appartenenti alla moglie del calciatore. Il colpo sembra essere stato organizzato nei minimi dettagli: i ladri erano evidentemente a conoscenza degli spostamenti del giocatore e della sua famiglia, avendo scelto di agire proprio durante la notte in cui l’abitazione era sicuramente vuota. Un modo di operare che richiama quello di bande specializzate nel prendere di mira i calciatori, usando i calendari delle partite e i post sui social media per pianificare i furti con precisione. Per fortuna nessuno si trovava in casa al momento del colpo.

Appena scoperto il furto, Nicolò Zaniolo ha deciso di non restare in silenzio e si è sfogato pubblicamente attraverso due Instagram Stories. Nel primo messaggio, scritto di getto con un comprensibile stato di concitazione, il calciatore ha commesso un refuso lasciando intendere di essere stato presente in casa al momento del colpo. Poco dopo ha pubblicato una seconda storia correggendo il tiro: “Io non ero in casa! Magari ci fossi stato”, ha precisato, con un tono fermo e diretto nei confronti dei responsabili. Nel messaggio, scritto in bianco su sfondo nero, Zaniolo ha aggiunto che se i ladri avessero voluto delle borse, potevano semplicemente chiedergliele, perché lui le avrebbe regalate volentieri. Parole dure che hanno fatto rapidamente il giro del web, diventando virali sui social.

Quello di Udine non è purtroppo il primo episodio spiacevole che ha visto coinvolti Zaniolo o la sua famiglia. Quando il giocatore militava ancora nella Roma, la madre aveva subito un furto: le erano stati portati via l’auto e un orologio di pregio. Anni dopo, a Spezia, anche la tabaccheria di famiglia era finita nel mirino di ladri. Una serie di episodi difficili che dimostra come la piaga dei furti possa colpire chiunque, anche persone già segnate da esperienze simili in passato. Le indagini delle autorità competenti sono in corso per risalire agli autori del furto a Moruzzo.

Il caso di Zaniolo non è un episodio isolato. Negli ultimi anni, sempre più calciatori di Serie A e non solo hanno subito furti nelle proprie abitazioni mentre si trovavano in campo o in trasferta. Gruppi di delinquenti organizzati e specializzati in questo tipo di reati usano sistematicamente le informazioni pubbliche disponibili online, dai calendari delle partite ai post sui social network, per individuare il momento migliore per agire. Lo sfogo pubblico di Zaniolo rilancia dunque un problema di sicurezza reale che riguarda il mondo del calcio e non solo. La denuncia social del calciatore dell’Udinese potrebbe contribuire ad accendere i riflettori su un fenomeno che merita maggiore attenzione da parte delle istituzioni e delle forze dell’ordine.

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