La scomparsa di Miriam Indelicato, 23 anni, ex studentessa della Luiss trovata senza vita nell’androne di un palazzo a Roma, è al momento al centro di un’indagine in cui l’ipotesi principale è il suicidio. Secondo le prime ricostruzioni, la giovane, originaria della Sicilia, è stata ritrovata ieri mattina, 16 aprile, riversa a terra nell’androne di un edificio in via Bolzano, nel quartiere Trieste, dopo un volo nella tromba delle scale.
A dare l’allarme sarebbe stato il portiere dello stabile, che ha immediatamente chiamato i soccorsi, ma per la ragazza non c’era ormai più nulla da fare.Miriam viveva a Roma per motivi di studio e aveva detto ai genitori che proprio ieri avrebbe discusso la tesi alla Luiss, coronando il suo percorso universitario. La famiglia, partita dalla Sicilia per assistere alla laurea della figlia, è arrivata nella Capitale nella mattinata del 16 aprile, senza sapere che dietro quella promessa si nascondeva una realtà diversa e, forse, molto più complessa.
Dagli accertamenti effettuati finora è infatti emerso che la giovane non risulta più iscritta all’università dal 2024, un dettaglio che apre interrogativi pesanti sulla sua condizione psicologica e sul rapporto con i familiari negli ultimi mesi. Il quadro che si delinea è quello di una ragazza che avrebbe costruito una narrazione di successo accademico che non corrispondeva più alla realtà.
L’ipotesi investigativa – ancora da confermare – è che la pressione legata alla laurea “annunciata” ai genitori e il peso di quella menzogna possano aver contribuito al gesto estremo. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire le ultime ore di Miriam, analizzando messaggi, telefonate, contatti con amici e conoscenti, nel tentativo di capire se ci fossero segnali premonitori, richieste di aiuto, o eventuali elementi di conflitto nei rapporti personali.
Sul caso viene mantenuto il massimo riserbo: la polizia ha ascoltato i familiari e sta acquisendo documentazione dall’ateneo e dal condominio, comprese eventuali immagini di videosorveglianza. Al momento non risultano indizi di responsabilità di terzi, e la pista prevalente resta quella di un gesto volontario, con la caduta nella tromba delle scale avvenuta intorno alle 10 del mattino. Resta il dolore di una famiglia che scopre, nello stesso giorno, la scomparsa della figlia e la fine di un sogno universitario già interrotto da tempo, e quello di una comunità studentesca chiamata ancora una volta a fare i conti con il tema, spesso rimosso, del disagio psicologico tra i giovani.