Le conseguenze dell’ora legale non si limitano al disagio di dormire un’ora in meno. Nei giorni immediatamente successivi al cambio d’ora, si verifica quella che in ambito neurobiologico viene definita una vera e propria sindrome da “mini jet lag” che si manifesta con una maggiore stanchezza e irritabilità, difficoltà ad addormentarsi, cali di attenzione e in un aumento del rischio cardiovascolare.
Alcune ricerche epidemiologiche svolte nei giorni immediatamente successivi al passaggio all’ora legale hanno evidenziato importanti conseguenze dovute principalmente alla privazione di sonno che comporta un aumento degli ormoni dello stress, una maggiore attivazione del sistema nervoso simpatico e un’alterazione di diversi meccanismi metabolici. A ogni cambio dell’ora il nostro ritmo sonno-veglia viene turbato.
Durante le ore centrali della notte il nostro organismo attiva numerosi processi tra cui la produzione di melatonina che regola il ritmo circadiano; la secrezione dell’ormone della crescita, essenziale per la riparazione dei tessuti e il recupero dell’organismo. Nelle ore notturne avviene anche la regolazione del metabolismo energetico e della sensibilità insulinica.
Perdere un’ora di sonno può sembrare insignificante, ma una mancanza generale di sonno costringe il cuore a lavorare di più aumentando gli ormoni dello stress, la pressione sanguigna e l’infiammazione, il che aumenta il rischio di malattie cardiache, infarto e ictus. Non tutti vivono il cambio dell’ora allo stesso modo. Molto dipende dal cosiddetto “cronotipo”, ovvero la predisposizione naturale a essere più attivi al mattino o alla sera.
Il cervello impiega generalmente dai tre ai cinque giorni per ricalibrare e riposizionare i propri picchi ormonali dopo il cambio repentino e artificiale dell’orario. Non sono soltanto i classici orologi a dover essere riposizionati ma anche quelli del nostro organismo devono adattarsi e spostarsi, in sincrono con il cambio dell’ora. Una strategia per adattarsi meglio al cambiamento è quella di anticipare dolcemente i ritmi nei giorni precedenti e quindi anticipare di 15/20 minuti l’ora di andare a letto e della sveglia.