Il caso di Daniela Zinnanti a Messina ha riportato al centro del dibattito le misure di protezione previste dalla legge per chi è esposto a comportamenti @ggressivi da parte di ex partner. La donna, 50 anni, è stata colpita mort@lmente dall’ex compagno Santino Bonfiglio, 67 anni, che al momento dell’aggressione non indossava il braccialetto elettronico previsto dal provvedimento cautelare, a causa della temporanea indisponibilità del dispositivo, evidenziando una criticità nel sistema di tutela.
Il braccialetto elettronico, regolamentato dall’articolo 275-bis del codice penale, è uno strumento chiave per la sorveglianza di chi è sottoposto a misure cautelari come gli arresti domiciliari o il divieto di avvicinamento a persone vulnerabili. Applicato alla caviglia, il dispositivo invia segnali di allarme alle autorità in caso di allontanamento dalla zona autorizzata, manomissione o perdita di contatto. Nel caso di Bonfiglio, l’assenza del braccialetto ha impedito di monitorarne gli spostamenti, permettendo all’uomo di raggiungere l’abitazione della donna viol@ndo la misura restrittiva.
Le testimonianze raccolte dai vicini e dal fratello della vittim@, Roberto Zinnanti, evidenziano come l’episodio fosse in parte prevedibile. “Quello della mia sorella è stato un fatto annunciato”, ha dichiarato al telefono, ricordando come la donna avesse già denunciato in passato l’ex compagno per episodi di percosse, fino a dover ricorrere alle cure mediche. I vicini hanno raccontato di aver sentito litigare i due più volte nel pomeriggio e di aver percepito urla provenire dall’abitazione, confermando una situazione di tensione crescente.
Il racconto degli eventi mostra come, nonostante denunce e misure cautelari, la protezione effettiva delle persone a rischio possa essere limitata dalla disponibilità e dall’efficacia degli strumenti tecnologici. L’assenza del braccialetto elettronico si è rivelata un fattore critico, sottolineando l’importanza di garantire la tempestiva applicazione di questi dispositivi per tutelare chi si trova in situazioni di pericolo. Daniela Zinnanti aveva interrotto la relazione con Bonfiglio, ma il 67enne, nonostante i domiciliari, ha forzato l’ingresso nella sua abitazione, culminando in un’aggressione con un coltello. La scoperta del corpo è stata fatta dalla figlia della vittim@, che ha dovuto ricevere assistenza medica a causa dello shock.