Foggia, scomparsa una ragazza di 21 anni: ricerche nelle campagne e controlli in pozzi e vasche d’irrigazione

A Foggia proseguono senza sosta le ricerche della 21enne Elena Rebeca Burcioiu, scomparsa il 2 marzo: le forze dell’ordine hanno controllato campagne, pozzi e un grande vascone per l’irrigazione, ma al momento non sono emerse tracce utili.

Foggia, scomparsa una ragazza di 21 anni: ricerche nelle campagne e controlli in pozzi e vasche d’irrigazione

Aumenta l’apprensione nel territorio di Foggia per la sorte di Elena Rebeca Burcioiu, la giovane di 21 anni di origine rumena di cui non si hanno più notizie dal 2 marzo. Le operazioni di ricerca proseguono senza sosta tra campagne, pozzi e bacini utilizzati per l’irrigazione, mentre le autorità continuano a raccogliere informazioni utili per ricostruire gli ultimi movimenti della ragazza. La prefettura della città pugliese ha diffuso la fotografia della giovane invitando chiunque abbia informazioni a contattare il numero di emergenza 112.

Al momento, tuttavia, le verifiche effettuate non hanno portato a risultati concreti e l’incertezza continua ad alimentare l’ansia tra gli investigatori e tra chi segue con attenzione la vicenda. Secondo quanto emerso finora, la ragazza si trovava in Italia da circa tre mesi. Era arrivata in Puglia insieme a una connazionale con cui condivideva un’abitazione. Elena non aveva familiari stretti: era orfana e non risultano fratelli o sorelle.

Proprio l’amica con cui viveva è stata la prima a segnalare l’assenza della giovane, rivolgendosi alle autorità quando non è più riuscita a mettersi in contatto con lei. La mattina del 2 marzo le due donne si sarebbero recate, come accadeva abitualmente, nella zona vicina alla strada statale 16 che conduce verso San Severo. Qui si sarebbero separate con l’accordo di incontrarsi più tardi per tornare insieme a casa. Da quel momento, però, Elena non si è più fatta sentire e ogni tentativo di contatto telefonico è rimasto senza risposta. Dopo la segnalazione dell’amica sono partite le prime verifiche. Gli investigatori hanno trovato il telefono cellulare della giovane sul bordo della strada, un elemento che ha subito fatto crescere la preoccupazione. Il dispositivo non ha fornito indicazioni immediate sulla posizione della ragazza e, nonostante i controlli effettuati nella zona, non sono emerse tracce utili a chiarire cosa possa essere accaduto. Le operazioni di ricerca si sono concentrate soprattutto nelle aree agricole circostanti.

Le campagne che circondano Foggia sono state battute dalle squadre impegnate sul campo, mentre alcuni punti ritenuti sensibili sono stati controllati con particolare attenzione. Tra questi anche un grande vascone utilizzato per l’irrigazione dei terreni agricoli e diversi pozzi presenti nella zona. Per queste verifiche sono stati coinvolti anche i sommozzatori dei Vigili del Fuoco provenienti da Bari e Taranto, che hanno ispezionato le strutture idriche senza trovare elementi utili alle indagini. Nonostante l’esito negativo delle verifiche, le attività di ricerca proseguono e non viene esclusa alcuna possibilità. Nel frattempo gli investigatori stanno cercando di ricostruire il contesto in cui viveva la giovane. Nella denuncia presentata, l’amica ha riferito che nelle settimane precedenti alla scomparsa alcune persone avrebbero importunato le due donne. Questo elemento è ora al vaglio degli investigatori, che stanno cercando di capire se possa avere un collegamento con quanto accaduto.

Le indagini sono coordinate dalla squadra mobile della questura di Foggia, che sta analizzando ogni dettaglio utile per ricostruire le ultime ore prima della scomparsa. Testimonianze, eventuali immagini di telecamere e altri elementi raccolti sul territorio sono al centro del lavoro investigativo. La speranza degli inquirenti è che possano emergere nuovi elementi utili a chiarire rapidamente la vicenda. Nel frattempo l’appello resta quello di fornire qualsiasi informazione che possa aiutare a fare luce sulla scomparsa della giovane. Anche un dettaglio apparentemente insignificante potrebbe contribuire a orientare le ricerche e permettere di ricostruire ciò che è accaduto dopo quel mattino del 2 marzo.

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