In crescita il No al referendum per la giustizia, in programma tra poche settimane. I sondaggi rivelano come il livello di informazione sia cresciuto soltanto di 4 punti percentuali rispetto al mese di febbraio. Soltanto poco più del 50% si ritiene abbastanza informato. C’è ragione di credere che l’assenteismo faccia da padrone, proprio come accaduto negli ultimi referendum che sono stati istituiti.
Italiani chiamati alle urne il 22 e 23 marzo 2026
Ad oggi, i risultati vedono una tendenza alla crescita del No. Se si considera, infatti, una partecipazione al 42%, i Si arriverebbero al 47,6%, mentre i No arriverebbero al 52,4%. Si ricorda che non è previsto il raggiungimento di un quorum, pertanto ogni singolo voto andrà ad incidere sul risultato finale. Nel caso in cui ci fosse una partecipazione più elevata, al 49%, i dati andrebbero ad equivalersi: il Si si collocherebbe al 50,2%, mentre il No al 49.8%.
Le intenzioni di voto dei partiti
Andando nel dettaglio a vedere quali sono le intenzioni di voto dei singoli partiti, vediamo Futuro Nazionale di Vannacci al 3,6%. La Lega si attesta al 6,1%, mentre Fratelli d’Italia registra un lieve calo, portandosi al 28%. Questi due partiti sono quelli più interessati alla novità.
Diminuisce anche la percentuale di Forza Italia, con un -0,3%, che porta il numero al 6,1%. Fermo il PD al 20,7%, con un punto perso nell’ultimo mese a causa di problematiche interne. In particolare, le frizioni derivano dalla poca presenza nella campagna referendaria, più che altro promossa dalla destra.
Il Movimento 5 Stelle è fermo al 13,4%, mentre AVS sale al 6.8%. Italia Viva resta ancorata ad un 2,4%, mentre +Europa ad oggi è all’1,8%, avendo guadagnato uno 0,5%,Possiamo notare da questi dati come la coalizione di centrodestra arrivi al 45,1% dei voti, con pochissima distanza con le opposizioni.