Controllo giudiziario anche per Deliveroo: 20 mila rider a rischio povertà

Il pm di Milano ha disposto un controllo giudiziario su Deliveroo dopo Glovo, evidenziando come ventimila rider in Italia siano sottopagati e costretti a condizioni di lavoro difficili e rischiose.

Controllo giudiziario anche per Deliveroo: 20 mila rider a rischio povertà

La questione dello sfruttamento dei lavoratori del food delivery in Italia si allarga. Dopo l’intervento sul colosso spagnolo Glovo, la procura di Milano, guidata dal pm Paolo Storari, ha disposto un controllo giudiziario urgente anche per Deliveroo. Le accuse riguardano ventimila rider in tutta Italia, di cui tremila solo nel capoluogo lombardo, che percepiscono compensi al di sotto della soglia di povertà, costretti a lavorare in condizioni di necessità economica estrema. Secondo quanto emerge dal decreto, l’amministratore unico della società e l’azienda stessa sono indagati per caporalato e responsabilità amministrativa degli enti.

Il provvedimento sottolinea come la piattaforma abbia, secondo gli inquirenti, facilitato uno sfruttamento sistematico dei rider, rinnegando le esigenze di rispetto della legalità e mettendo i lavoratori in uno stato di pressione costante. Le indagini, coordinate dai carabinieri del lavoro e dalla procura di Milano diretta da Marcello Viola, si sono basate su oltre cinquanta testimonianze raccolte dai rider.

Le loro storie restituiscono un quadro chiaro: orari massacranti, paghe insufficienti e controllo costante tramite GPS. Alcuni, come Ghafoor, lavorano dodici ore al giorno per circa mille euro mensili, destinando parte dei guadagni alla famiglia all’estero. Altri raccontano turni tra 12 e 14 ore, senza pause pagate, con rischi fisici considerevoli dovuti alla fatica, alle condizioni meteo e all’uso di biciclette o motorini a loro carico.

Il meccanismo delle app diventa un “grande fratello digitale”: ogni ritardo, ogni rifiuto di consegna è tracciato e penalizzato, con sospensioni dell’account senza preavviso. L’indagine evidenzia inoltre come molti lavoratori percepiscano un reddito annuo sotto la soglia di povertà, confermando la necessità di interventi immediati per regolarizzare la situazione e garantire compensi adeguati. Il controllo giudiziario prevede la nomina di un amministratore giudiziario, Massimiliano Poppi, con il compito di supervisionare l’attività aziendale, regolarizzare i contratti e proteggere i lavoratori.

L’obiettivo è interrompere il fenomeno dello sfruttamento e garantire una gestione trasparente e legale dei rider. L’attenzione si concentra non solo sul rispetto delle retribuzioni minime, ma anche sulle condizioni di lavoro e sulla tutela della sicurezza dei dipendenti. Il caso Deliveroo segue il precedente di Glovo, dove circa 40 mila rider italiani risultavano sottopagati, con paghe insufficienti a coprire il fabbisogno minimo di vita. Entrambi i casi mettono in luce criticità strutturali del settore del food delivery, dove il modello basato sulle piattaforme digitali rischia di perpetuare condizioni di lavoro precarie e vulnerabili, creando situazioni di dipendenza economica per i lavoratori più fragili. La vicenda evidenzia l’urgenza di un intervento normativo più rigoroso e di controlli costanti per tutelare chi, quotidianamente, garantisce il servizio di consegna nelle città italiane. Il monitoraggio giudiziario rappresenta un passo necessario per fermare le pratiche irregolari, riconoscere diritti fondamentali ai lavoratori e responsabilizzare le aziende che operano nel comparto del food delivery, promuovendo un settore più equo e sostenibile.

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