Il piccolo Domenico, di appena due anni, ha perso la vita dopo un delicato trapianto che purtroppo non ha avuto l’esito sperato. La mamma, Patrizia Mercolino, ha raccontato tra le lacrime gli ultimi momenti trascorsi accanto al figlio, sottolineando l’importanza di mantenere vivo il suo ricordo attraverso un progetto concreto. Domenico era ricoverato dall’inizio di dicembre presso l’ospedale Monaldi di Napoli, dove era stato sottoposto a terapie intensive e assistito da macchinari vitali, tra cui l’Ecmo, indispensabile per il supporto cardiaco e respiratorio.
La chiamata nella notte ha segnato per Patrizia un momento di grande dolore. Verso le quattro del mattino, i medici l’hanno informata del peggioramento della situazione, e la mamma è rimasta accanto al figlio fino all’ultimo, assistendo allo spegnimento dei macchinari che lo sostenevano. In quell’istante, il percorso del piccolo Domenico si è concluso, ma il legame con la famiglia e la comunità non si è interrotto. Dalla sofferenza nasce oggi un impegno concreto: la mamma ha annunciato la volontà di istituire una fondazione in memoria di Domenico. «Voglio lasciare il segno per mio figlio e questa fondazione lo farà», ha dichiarato Patrizia, spiegando che il progetto sarà curato dal suo avvocato e mira a sostenere altri bambini in difficoltà.
L’iniziativa vuole essere un modo per trasformare il dolore in un’azione positiva, aiutando famiglie e piccoli pazienti che affrontano percorsi complessi simili a quelli vissuti da Domenico. La fondazione, che sarà formalizzata a breve con atti notarili, avrà quindi un duplice obiettivo: mantenere vivo il ricordo del bambino e offrire supporto concreto a chi ne ha bisogno. La mamma ha anche voluto mettere in guardia da possibili truffe: chi dovesse chiedere denaro o offerte a nome della famiglia non ha alcuna autorizzazione, e tutte le iniziative legate a Domenico saranno ufficialmente comunicate tramite canali certi. La protezione della memoria del piccolo e la tutela della famiglia restano quindi al centro delle priorità.
La vicenda di Domenico richiama l’attenzione sulla fragilità della vita e sull’importanza di strumenti medici avanzati, ma anche sulla forza dei genitori nel trasformare un lutto in un contributo alla società. La fondazione rappresenta non solo un omaggio al bambino, ma anche un impegno concreto verso chi affronta sfide simili, creando un legame duraturo tra memoria e aiuto pratico. In un contesto così delicato, il ricordo di Domenico potrà continuare a vivere attraverso iniziative mirate, sensibilizzando l’opinione pubblica e sostenendo chi, come lui, affronta patologie gravi in età precoce. La determinazione della mamma a mantenere vivo il ricordo del figlio e a trasformare la sofferenza in solidarietà è un esempio di resilienza e generosità, capace di lasciare un segno tangibile nella comunità.