Un episodio allarmante arriva da Heber City, in Utah, dove David Nephi Johnson, 54 anni e presidente del Partito Repubblicano della contea di Wasatch, è stato arrestato con l’accusa di @buso aggravato su minore di primo grado. Secondo quanto riportato dal dipartimento di polizia locale, Johnson avrebbe sottoposto la figlia sedicenne a comportamenti estremamente pericolosi e coercitivi, innescati dal presunto mancato ordine nella sua cameretta.
La ragazza ha raccontato che il padre l’avrebbe afferrata e più volte immersa in un lavandino pieno d’acqua, impedendole di respirare per diversi secondi. L’episodio, avvenuto nell’ambito di un contesto domestico già complesso, sarebbe stato accompagnato da colpi al torace, lasciando evidenti lividi.
Le indagini, avviate dopo una segnalazione ricevuta dalle autorità, hanno raccolto dichiarazioni della giovane e della Division of Child and Family Services, che hanno evidenziato come la ragazza non si sentisse sicura in casa e temesse per la propria incolumità. Il racconto della sedicenne descrive una sequenza di azioni ripetute e coercitive, in cui l’uomo avrebbe spruzzato acqua sul volto della figlia e immerso nuovamente la testa nel lavandino, creando una situazione di forte stress fisico e psicologico.
Dai documenti giudiziari emerge inoltre che episodi analoghi avrebbero coinvolto anche i fratelli, con modalità simili. Il caso ha suscitato immediata reazione da parte del Partito Repubblicano della contea di Wasatch, che sui social ha dichiarato di essere «profondamente preoccupato e turbato» dalle accuse. La dirigenza locale ha convocato una riunione urgente, ribadendo l’impegno del partito alla protezione dei più vulnerabili e al rispetto della legge.
La nota sottolinea che finora non sono stati resi pubblici elementi concreti, invitando la comunità a non trarre conclusioni prima che le indagini siano completate. L’arresto di Johnson ha acceso il dibattito sulla tutela dei minori e sulla necessità di strumenti efficaci per rilevare tempestivamente situazioni di rischio in ambito domestico. Gli inquirenti proseguiranno con l’analisi delle testimonianze e delle prove, con l’obiettivo di ricostruire con precisione la dinamica dei presunti abusi e stabilire eventuali responsabilità. La vicenda sottolinea l’importanza di garantire percorsi di protezione e supporto per ragazzi e ragazze esposti a comportamenti pericolosi da parte di adulti di riferimento, indipendentemente dal contesto sociale o dalla posizione pubblica degli stessi. La comunità locale e le autorità restano attente all’evolversi delle indagini, consapevoli che episodi come questo richiedono interventi rapidi e mirati per prevenire ulteriori situazioni di rischio all’interno delle famiglie.