Nuovo capitolo nella delicata vicenda che vede coinvolto il piccolo Tommaso, un bambino di due anni e quattro mesi ricoverato in coma farmacologico presso l’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore. I carabinieri del Nas, su delega della Procura partenopea, hanno sequestrato il box termico utilizzato per il trasporto dell’organo, ritenuto al centro delle indagini per il danneggiamento che potrebbe aver compromesso l’esito dell’intervento.
Il contenitore, progettato per mantenere il muscolo cardiaco a temperatura controllata, verrà ora sottoposto a perizia tecnica da un pool di consulenti specializzati in bioingegneria e tecnologie medicali. Le autorità vogliono stabilire se il danneggiamento del cuore sia dovuto a un guasto meccanico, a un errore nella programmazione dei parametri o a uno sbalzo termico non rilevato dai sensori.
La Procura ha già iscritto sei sanitari nel registro degli indagati, componenti delle équipe dell’ospedale di Bolzano, dove è avvenuto l’espianto, e del Monaldi, che ha eseguito il trapianto. A tutti viene contestato il reato di lesioni colpose, mentre i carabinieri hanno acquisito tutta la documentazione relativa al trasporto e all’operazione. L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ha sottolineato l’importanza della vigilanza da parte dell’ospedale ricevente, evidenziando come il cuore sarebbe stato sottoposto a un trattamento inadeguato, con ghiaccio secco invece del ghiaccio ordinario, provocando un danneggiamento definito «bruciato» a causa delle temperature eccessive.
Secondo il legale, anche la gestione delle procedure collegate al box rientra tra gli obblighi di controllo della struttura ospedaliera, sia per quanto riguarda la preparazione sia per il monitoraggio durante il trasporto. Il ministero della Salute, appena informato della vicenda, ha disposto l’invio di ispettori all’ospedale di Bolzano per verificare ogni fase dell’espianto e del trasferimento dell’organo. L’obiettivo è ricostruire la catena del freddo, i tempi e le condizioni del trasporto, analizzando i tracciati digitali registrati dal software del box termico. Le verifiche mirano a capire se il problema sia legato a un urto accidentale o a una disfunzione intrinseca del contenitore.
Intanto, la comunità medica resta in ansia per le condizioni del piccolo Tommaso. Il coma farmacologico è necessario per permettere al suo organismo di stabilizzarsi dopo l’impianto del cuore compromesso, ma la situazione clinica rimane critica. I medici monitorano costantemente i parametri vitali, senza fornire aggiornamenti ulteriori, in attesa di capire se l’organo possa recuperare parte della funzionalità. Questa vicenda solleva interrogativi cruciali sulla sicurezza dei protocolli di trasporto degli organi, settore in cui la tecnologia avanzata e la precisione sono determinanti. L’esito delle indagini potrebbe aprire a nuove raccomandazioni e controlli per garantire che inconvenienti simili non si ripetano, tutelando la vita dei pazienti più piccoli e fragili.