Ass@lto al portavalori sulla Lecce-Brindisi: strada chiusa e indagini in corso

Un gruppo organizzato ha preso di mira un furgone portavalori sulla statale 613, bloccando la circolazione e costringendo le forze dell’ordine a un intervento immediato, senza conseguenze fisiche per le persone coinvolte.

Ass@lto al portavalori sulla Lecce-Brindisi: strada chiusa e indagini in corso

Un commando @rmato ha assalt@to un furgone portavalori sulla statale 613 Lecce‑Brindisi, all’altezza di Tuturano, bloccando la superstrada e ingaggiando un conflitto a fuoco con i carabinieri, senza contusi. L’att@cco è avvenuto in pieno giorno sulla 613, la principale arteria che collega Lecce a Brindisi, in un tratto molto trafficato all’altezza dello svincolo per Tuturano. Secondo le prime ricostruzioni, un gruppo composto da almeno quattro banditi, vestiti con tute bianche e nere e il volto coperto da passamontagna, ha preso di mira un blindato dell’istituto di vigilanza Btv‑Battistolli.

Per costringere il furgone a fermarsi, i rapin@tori hanno prima posizionato di traverso un altro mezzo, poi dato alle fiamme veicoli usati come barriera, di fatto sigillando la carreggiata e isolando il bersaglio.Bloccato il portavalori, il commando ha crivellato di colpi il mezzo blindato e ha fatto scendere le guardie giurate, rimaste illese ma sotto la min@ccia delle @rmi lunghe imbracciate dagli @ssalitori. Nel video rilanciato dal deputato del Partito Democratico Claudio Stefanazzi, si vede chiaramente il momento in cui viene fatto brillare l’esplosivo piazzato sulle porte posteriori del blindato, con una violenta deflagrazione e una densa nuvola di fumo che avvolge la carreggiata.

L’imp@tto sulla circolazione è stato immediato: Anas ha chiuso provvisoriamente la statale in entrambe le direzioni tra il km 8,300 e il km 12,800, dirottando il traffico sulla ex statale 16. Durante l’azione si è verificato un vero e proprio conflitto a fuoco tra il commando e una pattuglia di carabinieri intervenuta sul posto o intercettata nelle fasi successive, in un contesto che molti testimoni hanno descritto come “scenario di guerr@” in mezzo al traffico ordinario.

Nonostante l’intensità della spar@toria, al momento non risultano contusi né tra le forze dell’ordine né tra gli automobilisti rimasti bloccati lungo la 613, sebbene la paura tra gli utenti della strada sia stata enorme.Per preparare il colpo, secondo alcune fonti i banditi avrebbero anche rubato veicoli ad automobilisti di passaggio e montato lampeggianti blu sul tetto per simulare auto delle forze di polizia, in modo da non destare sospetti durante l’avvicinamento al portavalori. Dopo l’esplosione e lo scambio di colpi, il commando è fuggito, abbandonando alcune auto nelle campagne circostanti, mentre in un’area compresa tra Campi Salentina, Guagnano e San Donaci i carabinieri hanno fermato almeno due sospetti a bordo di un’Alfa Romeo Stelvio. Le indagini proseguono per ricostruire con precisione la dinamica, quantificare il bottino e verificare l’eventuale presenza di una rete logistica più ampia alle spalle del gruppo.

Il video dell’ass@lto, girato da alcuni automobilisti e rilanciato sui social, mostra la scena della deflagrazione sul blindato e il panico tra chi si trovava in coda sulla superstrada, costretto ad assistere all’azione armata a pochi metri di distanza. Claudio Stefanazzi, deputato del Partito Democratico, ha condiviso le immagini definendo l’episodio “un att@cco, in pieno giorno, su una strada che è la più trafficata delle due province salentine”, sottolineando l’uso di @rmi ed esplosivi e il conflitto a fuoco con i carabinieri. Nel suo post, il parlamentare ha chiamato direttamente in causa il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, invitandolo a “smetterla di fare finta di nulla” rispetto al tema della sicurezza lungo le arterie stradali e nel Mezzogiorno. L’ass@lto nel Brindisino si inserisce in una scia di colpi ai portavalori messi a segno nel Sud negli ultimi anni con modalità paramilitari, tra blocchi stradali, auto incendiate e impiego di esplosivo per aprire i blindati, una strategia che aumenta il rischio per cittadini e forze dell’ordine. La violenz@ e la spettacolarità dell’azione sulla 613 rilanciano il dibattito sulla necessità di rafforzare l’intelligence preventiva, i dispositivi di scorta ai furgoni portavalori e gli standard di sicurezza lungo le principali direttrici di traffico, per evitare che un’arteria cruciale si trasformi in un teatro di guerr@ a cielo aperto. 

Continua a leggere su Fidelity News