Cellulare vietato e allontanamento dalla famiglia: la storia della 17enne che oggi chiede di tornare a casa

Una 17enne allontanata dalla famiglia dopo la scoperta di un cellulare non autorizzato vive oggi in una struttura protetta, ma continua a chiedere di poter tornare a casa mentre prosegue il percorso giudiziario e di supporto familiare.

Cellulare vietato e allontanamento dalla famiglia: la storia della 17enne che oggi chiede di tornare a casa

Una vicenda complessa, che intreccia dinamiche familiari, differenze culturali e il delicato equilibrio tra tutela dei minori e legami affettivi, arriva dal Cuneese e coinvolge una ragazza di 17 anni di origini indiane. Il caso, emerso nell’autunno del 2024, continua ancora oggi a far discutere per le sue implicazioni sociali e umane, mentre la giovane, attualmente ospitata in una struttura protetta, manifesta il desiderio di rientrare nel nucleo familiare. Tutto è iniziato con la scoperta, da parte dei genitori, di un telefono cellulare che la ragazza custodiva senza autorizzazione.

L’episodio ha generato una forte discussione domestica che ha avuto conseguenze immediate sul piano giudiziario e assistenziale. Il giorno successivo, la studentessa si è presentata a scuola in evidente stato di disagio, attirando l’attenzione del personale scolastico. È stato proprio all’interno dell’ambiente scolastico che la giovane ha trovato il coraggio di raccontare quanto accaduto, spingendo gli insegnanti a segnalare la situazione alle autorità competenti. Da quel momento si è attivato il percorso previsto in questi casi, con l’intervento della Procura e dei servizi sociali che hanno disposto l’allontanamento urgente della minore dalla famiglia.

La ragazza è stata quindi trasferita in una comunità educativa, dove ha iniziato un percorso di supporto psicologico e scolastico volto a garantire serenità e continuità negli studi. Secondo le testimonianze raccolte, la giovane viveva in un contesto caratterizzato da regole molto rigide e da un controllo costante delle sue attività quotidiane. Gli insegnanti avevano già notato un atteggiamento particolarmente riservato e una difficoltà nel partecipare alle normali esperienze sociali tipiche dell’età adolescenziale. Nei compiti scolastici, la studentessa raccontava spesso di vivere con disagio i periodi di pausa dalle lezioni, percepiti come momenti in cui le possibilità di svago e autonomia risultavano fortemente limitate.

Tra le preoccupazioni più grandi che la ragazza aveva confidato alla scuola emergeva anche il timore legato a un possibile trasferimento nel Paese d’origine della famiglia, ipotesi che avrebbe potuto interrompere il suo percorso scolastico in Italia. Questi elementi hanno contribuito a delineare un quadro complesso che ha portato all’intervento delle istituzioni. L’ingresso nella struttura protetta ha inizialmente rappresentato per la 17enne una fase di maggiore tranquillità, ma con il passare dei mesi sono emersi sentimenti contrastanti.

Il distacco dai familiari ha generato insonnia, forte ansia e un intenso senso di responsabilità nei confronti dei propri cari. Un episodio significativo risale alla notte di Natale, quando la giovane ha contattato telefonicamente un’insegnante per chiedere notizie della madre e del fratello, mostrando quanto il legame affettivo fosse rimasto centrale nella sua vita. Nel frattempo, i genitori hanno intrapreso un percorso di accompagnamento psicologico e incontri guidati con la figlia.

Durante questi momenti, secondo quanto riferito dagli operatori sociali, sono emersi segnali di riavvicinamento e manifestazioni di affetto reciproco che in passato, secondo il racconto della ragazza, erano meno evidenti. Il procedimento giudiziario è ancora in corso e gli esperti stanno valutando con attenzione ogni aspetto della situazione, cercando di individuare la soluzione più equilibrata tra protezione e diritto alla continuità familiare. La giovane, dal canto suo, ha espresso più volte il desiderio di poter rientrare a casa, dimostrando quanto il rapporto con la famiglia resti un punto di riferimento fondamentale nonostante le difficoltà affrontate.

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