Roma, un angelo con il volto di Giorgia Meloni nella Basilica di San Lorenzo in Lucina: sopralluogo della Soprintendenza

Nella Basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma un affresco raffigura un angelo con il volto di Giorgia Meloni, suscitando polemiche e portando la Soprintendenza a un sopralluogo per verificare la regolarità dell’intervento.

Roma, un angelo con il volto di Giorgia Meloni nella Basilica di San Lorenzo in Lucina: sopralluogo della Soprintendenza

Un’affascinante quanto controversa novità ha catturato l’attenzione di cittadini e media a Roma: un affresco all’interno della Basilica di San Lorenzo in Lucina raffigura un angelo con il volto della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. La scoperta, riportata da Repubblica, ha immediatamente sollevato dibattiti sul ruolo del restauro nei beni culturali e sulla necessità di rispettare criteri storici e artistici nelle operazioni di manutenzione dei luoghi storici della Capitale.

L’affresco, collocato accanto al busto di Umberto II di Savoia, mostra un angeloalato” che regge un cartiglio su cui è disegnato lo Stivale, con lineamenti chiaramente riconducibili alla premier. Prima del recente intervento, sull’affresco era presente un cherubino generico, tipico della decorazione religiosa tradizionale.

Secondo la ricostruzione del quotidiano, il restyling non sarebbe stato eseguito dai restauratori professionisti incaricati di altre parti della basilica, bensì da Bruno Valentinetti, sacrestano e decoratore amatoriale, noto per aver in passato avuto un impegno politico con La Destra – Fiamma Tricolore. Testimoni presenti in chiesa lo descrivono come un volontario che frequenta regolarmente la basilica nelle ore mattutine, tra le 8 e le 12.

La notizia ha provocato immediato scalpore nell’ambito politico e culturale. Il Partito Democratico, attraverso la capogruppo in commissione Cultura della Camera Irene Manzi, ha sollecitato un intervento immediato della Soprintendenza speciale di Roma. In una nota, Manzi ha sottolineato che l’alterazione del volto del cherubino con un ritratto contemporaneo costituisce una potenziale violazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio, che vieta personalizzazioni arbitrarie e interventi privi di fondamento scientifico e storico-artistico.

Il patrimonio culturale italiano non può essere piegato a letture improprie né trasformato in operazioni che ne compromettano autenticità e valore storico”, ha affermato Manzi, chiedendo chiarimenti e, se necessario, il ripristino dell’immagine originale. La questione è ora al centro di un sopralluogo tecnico programmato per il 31 gennaio 2026. I funzionari della Soprintendenza speciale di Roma visiteranno la basilica per verificare la natura dell’intervento, accertare eventuali irregolarità e valutare eventuali provvedimenti. L’obiettivo è comprendere se si tratti di un restauro amatoriale, di un intervento non autorizzato o di un gesto isolato che ha modificato l’affresco storico.

Continua a leggere su Fidelity News