Treviso, donna fermata all’aeroporto con 120 ovuli di drog@ ingeriti: arrestata

Una donna di 28 anni è stata fermata all’aeroporto di Treviso dopo aver ingerito 120 ovuli di droga provenienti da Bruxelles; gli accertamenti medici hanno confermato il contenuto, e la donna è stata arrestata.

Treviso, donna fermata all’aeroporto con 120 ovuli di drog@ ingeriti: arrestata

Un episodio che ha richiamato l’attenzione delle forze dell’ordine si è verificato nei pressi dell’aeroporto internazionale Antonio Canova di Treviso, dove una donna nigeriana di 28 anni, residente nel Nord Italia e senza precedenti penali, è stata fermata dai militari per un controllo.

La passeggera era appena atterrata con un volo Ryanair proveniente da Bruxelles quando il suo evidente stato di nervosismo e agitazione ha insospettito gli agenti, spingendoli ad approfondire i controlli. La donna, sentendosi ormai scoperta, ha confessato spontaneamente di aver ingerito la sera precedente circa 120 ovuli contenenti sostanza stupefacente, nell’intento di eludere i controlli di frontiera e trasportare la drog@ senza destare sospetti.

La dichiarazione immediata è stata fondamentale per consentire un intervento tempestivo e sicuro, evitando rischi per la salute della donna e per l’incolumità pubblica. Gli accertamenti sanitari eseguiti in ospedale hanno confermato la presenza di numerosi corpi estranei nell’addome, confermando quanto dichiarato dalla 28enne. Sotto stretto controllo medico, le autorità sanitarie hanno proceduto al recupero degli ovuli, operazione delicata che ha permesso di sequestrare 121 corpi estranei contenenti coc@aina ed eroin@.

Il peso totale della sostanza sequestrata ha raggiunto circa un chilo e 200 grammi, una quantità significativa che avrebbe potuto alimentare il mercato illecito con rilevanti implicazioni sociali. Al termine delle procedure sanitarie, la donna è stata arrestata e, su disposizione dell’autorità giudiziaria di Treviso, trasferita nel c@rcere di Venezia.

L’episodio conferma l’attenzione costante dei militari nel monitoraggio dei flussi aeroportuali, dove il comportamento sospetto di una persona può tradursi in un intervento immediato, prevenendo il traffico di sostanze stupefacenti. Il caso mette in evidenza anche i rischi legati al traffico di drog@ tramite l’ingestione di ovuli. Una pratica pericolosa sia per la salute dei corrieri, che possono andare incontro a gravi complicazioni sanitarie, sia per la sicurezza pubblica, considerando la possibilità di dispersione di sostanze altamente tossiche. L’azione tempestiva dei militari ha permesso non solo di fermare il traffico, ma anche di garantire un intervento medico sicuro per la donna coinvolta, prevenendo possibili emergenze legate alla rottura accidentale degli ovuli nell’organismo. 

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