La notizia ha raggiunto anche il penitenziario di Civitavecchia, superando le mura dell’istituto dove Claudio Carlomagno è detenuto in attesa degli sviluppi giudiziari legati alla vicenda della moglie Federica Torzullo. L’uomo è stato informato della scelta estrema compiuta dai genitori, Pasquale Carlomagno e Maria Messenio, trovati senza vita nel garage della loro abitazione di via Tevere ad Anguillara.
Un evento che ha ulteriormente aggravato un quadro già segnato da una fortissima pressione emotiva e mediatica. A confermare che il 47enne sia stato messo a conoscenza di quanto accaduto è stato il suo legale, l’avvocato Andrea Miroli. Secondo quanto riferito, la comunicazione è avvenuta con tutte le cautele previste in casi di particolare delicatezza, proprio per le condizioni psicologiche del detenuto. L’amministrazione penitenziaria ha immediatamente disposto una sorveglianza costante, ritenendo necessario monitorare ogni reazione dopo l’arrivo di una notizia così pesante dal punto di vista umano. All’interno dell’istituto di Civitavecchia è quindi scattata la massima attenzione.
Medici e personale penitenziario stanno seguendo da vicino la situazione, temendo che l’uomo possa compiere gesti contro se stesso, alla luce del contesto complessivo e del carico emotivo accumulato nelle ultime settimane. Una precauzione che rientra nelle procedure standard quando un detenuto si trova ad affrontare un lutto improvviso e di questa portata. La vicenda dei genitori di Carlomagno ha colpito profondamente anche l’opinione pubblica. Pasquale Carlomagno e Maria Messenio hanno deciso di congedarsi secondo le loro volontà lasciando una lettera indirizzata all’altro figlio.
Un messaggio che, secondo le prime informazioni, farebbe riferimento a un senso di vergogna e a una pressione diventata insostenibile, alimentata dall’attenzione mediatica e dal clima che si era creato attorno alla famiglia. Pur non risultando formalmente coinvolti nelle indagini, su di loro si erano concentrate numerose ipotesi e commenti, anche sui social network, che avrebbero contribuito a un profondo disagio.
In particolare, la posizione del padre Pasquale era stata oggetto di verifiche da parte degli inquirenti per la sua presenza nei pressi dell’abitazione del figlio in un arco temporale ritenuto rilevante. Accertamenti che, sebbene ancora in fase preliminare, avevano aumentato il peso psicologico su una coppia già provata dagli eventi. L’avvocato Miroli ha sottolineato come i genitori debbano essere considerati a loro volta persone soverchiate da una situazione più grande di loro, richiamando l’attenzione sul figlio minore rimasto coinvolto indirettamente in questa dolorosa storia familiare. Nel frattempo, la posizione di Claudio Carlomagno resta al centro dell’inchiesta sulla scomparsa della moglie, per la quale l’uomo avrebbe già reso dichiarazioni parziali agli investigatori. Un quadro giudiziario complesso che ora si intreccia con un dramma personale ancora più ampio, segnato dalla perdita dei genitori in circostanze che hanno lasciato sgomenta l’intera comunità di Anguillara.