Bimbi rinchiusi nei sacchi all’asilo di Mirano: condanna per maltratt@menti e sequestro di persona

L’ex direttrice dell’asilo Hoplà Iuhu di Mirano è stata condannata dal Tribunale di Trento per maltratt@menti e sequestro di persona, dopo che alcuni bambini erano stati lasciati in stanze al buio e talvolta chiusi in sacchi letto per ore.

Bimbi rinchiusi nei sacchi all’asilo di Mirano: condanna per maltratt@menti e sequestro di persona

A Mirano, in provincia di Venezia, arriva una sentenza che fa discutere: l’ex direttrice dell’asilo “Hoplà Iuhu”, Elisa Barbara Stella, 54 anni, è stata condannata dal Tribunale di Trento per maltrattamenti e sequestro di persona nei confronti di alcuni bambini frequentanti la struttura tra il 2014 e il 2019.

In un primo momento la condanna per maltrattamenti era di 4 anni e 8 mesi, ma il 22 gennaio 2026 il Tribunale ha aggiunto un anno in più per il sequestro di persona, riconoscendo ufficialmente il grave comportamento nei confronti dei minori. La vicenda è emersa grazie alle segnalazioni di alcune insegnanti che non condividevano i metodi educativi della direttrice. Secondo quanto riportato durante il processo, i bambini venivano lasciati in castigo in una stanza dedicata al riposo, dove potevano restare da soli al buio per periodi prolungati.

In alcune circostanze, i piccoli venivano collocati all’interno dei sacchi letto a cerniera che coprivano i lettini, impedendo loro di uscire autonomamente. Oltre a questo, le testimonianze delle insegnanti hanno evidenziato pratiche scorrette nel trattamento quotidiano dei bambini, come limitazioni nell’idratazione per ridurre la necessità di cambio pannolino.

Il processo si è svolto a Trento, poiché uno dei genitori coinvolti è magistrato in Veneto. Il Tribunale ha stabilito anche un risarcimento per sette bambini che si erano costituiti parti civili: quindicimila euro per cinque di loro, ventimila per altri due, e diecimila euro ciascuno per i genitori, oltre al pagamento delle spese legali.

La decisione sottolinea come la giustizia abbia ritenuto necessario tutelare i diritti dei minori e il loro benessere all’interno di contesti educativi. Gli avvocati della difesa, Tommaso Politi e Silvia Berardinelli, hanno annunciato l’intenzione di presentare appello, sostenendo che almeno tre pubblici ministeri avevano in precedenza richiesto l’archiviazione dei casi in base alle stesse prove. Tuttavia, il tribunale ha deciso diversamente, ritenendo fondate le accuse e confermando la gravità delle condotte contestate.

Questa vicenda mette in luce l’importanza della vigilanza sulle strutture educative, della formazione del personale e della sensibilizzazione verso pratiche che tutelino pienamente il benessere dei bambini. La sentenza rappresenta anche un monito per le famiglie e gli operatori del settore sull’importanza di segnalare comportamenti che possano compromettere la serenità dei più piccoli, garantendo un ambiente sicuro e rispettoso delle necessità di ciascun bambino.

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