La Tesla, la moto e il kitesurf: il Vaticano indaga sulle spese del vescovo di Alessandria

Il Vaticano invia il cardinale Bertello ad Alessandria per esaminare i conti della diocesi e valutare l’operato del vescovo Gallese, sotto osservazione per Tesla, moto, ristrutturazioni e passione per il kitesurf.

La Tesla, la moto e il kitesurf: il Vaticano indaga sulle spese del vescovo di Alessandria

Da Roma è arrivato in Piemonte il cardinale Giuseppe Bertello con un compito preciso: esaminare i conti della diocesi di Alessandria e valutare l’operato del vescovo Guido Gallese, alla guida della diocesi da quasi quattordici anni. L’arrivo del cardinale segna un momento delicato per la comunità locale, che osserva con attenzione le ragioni di una visita apostolica che, seppur definita “fraterna” dalla Curia, suscita inevitabilmente curiosità e domande.

Il vescovo Gallese non è nuovo alle critiche. La sua scelta di spostarsi con una Tesla personale lungo le strade di Alessandria, già commentata durante eventi pubblici come il pranzo di Natale dei poveri, ha attirato attenzione e polemiche. A questa si aggiungono altri elementi che hanno alimentato voci e dossier in Vaticano: la proprietà di una moto, la ristrutturazione del suo attuale alloggio, dal quale si erano allontanati i frati cappuccini, e la passione per il kitesurf, praticato soprattutto in Sudamerica con numerose tavole in dotazione.

Secondo alcune fonti, inoltre, la diocesi non pubblica regolarmente i bilanci, alimentando sospetti e denunce nel corso degli anni. Il portavoce della diocesi, Enzo Governale, difende Gallese sottolineando che la Tesla non rappresenta una spesa della diocesi e che la scelta rientra nell’ottica del Laudato si’, puntando a un trasporto sostenibile. «Il vescovo percorre migliaia di chilometri ogni anno e un’auto elettrica è un investimento consapevole per la sostenibilità», ha spiegato.

La visita del cardinale Bertello viene quindi interpretata come un’occasione di verifica amministrativa più che come un procedimento disciplinare personale, finalizzata a garantire trasparenza e correttezza nella gestione della diocesi. Gallese, 64 anni, originario di Levanto, in provincia di La Spezia, ha una laurea in matematica e un lungo percorso ecclesiastico: ordinato sacerdote nel 1990, è stato nominato vescovo di Alessandria nel 2012.

Nonostante l’età giovane per il ruolo al momento della nomina, ha promosso iniziative rivolte ai giovani, tra cui un podcast con le sue omelie, e ha cercato di avvicinare la comunità alle nuove tecnologie. Tuttavia, l’attenzione mediatica sui suoi beni personali e sullo stile di vita ha contribuito a far accumulare in Vaticano un dossier basato su lettere e segnalazioni critiche. La visita apostolica non ha ancora una data di termine definita, ma è chiaro che la Santa Sede intende verificare la gestione economica della diocesi in modo dettagliato. La diocesi di Alessandria, da parte sua, dichiara trasparenza totale e collaborazione con le autorità vaticane, sottolineando come la verifica sia uno strumento di supporto alla comunità e non un giudizio sommario sul vescovo. La combinazione di innovazione, attenzione ai giovani e passione per sport e tecnologia rende la vicenda particolarmente osservata e oggetto di dibattito pubblico, con l’auspicio di chiarire ogni dubbio sull’operato di Gallese.

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