Ci sono gesti teneri e omaggi di affetto che lasciano anche grande dolore e un vuoto se si pensa alla storia dietro. Un esempio è proprio un gesto come un girasole che i genitori di Alessandro Meszely lasciano da moltissimo tempo sul campo da basket dove il loro figlio ha perso la vita. Un gesto che è stato vilipeso in quanto il fiore è stato portato via iniziando così un sit-in già definito la protesta dei girasoli.
Questo giovane perse la vita nel lontano 2017 quando stava giocando a canestro, facendo un tiro con gli amici. Da quel giorno, i giorni depongono un girasole appunto per ricordarlo e omaggiare cosa sia successo in quell’area. Negli anni sono stati deposti ben 200 girasoli anche se ogni volta persone non identificate lo portano via con la madre che lo rimette.
Accanto al girasole un biglietto che chiede rispetto per l’accaduto. Una notizia che ha fatto il giro dei social ma che è stata anche raccontata dal Corriere della Sera. A seguito di questo, sono giunti tantissimi messaggi ma anche dimostrazioni di solidarietà e di affetto alla famiglia ma anche alla testata giornalistica come segno di rispetto.
Ci sono state molte dimostrazioni e, nella giornata di sabato 29 novembre, il padre ha organizzato un raduno collettivo invitando, chi volesse partecipare, a portare il girasole. Un fiore simbolico, ma anche il preferito di Alessandro Meszley, considerando che nel giorno delle esequie sia gli amici che i compagni di scuola hanno portato il girasole.
Dal momento che molti amici di Alessandro sono andati via per studio, hanno già espresso il desiderio di unirsi alla famiglia in questa iniziativa. Nel frattempo, la famiglia ha fondato l’associazione The Dab Game con lo scopo di riqualificare gli ambienti sportivi usati dai giovani. Un’associazione che ha già portato a compimento alcuni obiettivi, come il recupero del campo di San Vittore e si vuole creare un’area dedicata al softball femminile.