Stati Uniti, inscena il suo decesso per fuggire con una ragazza conosciuta sui social

Deve scontare 89 giorni di prigione l’uomo che ha finto di essere deceduto per poter scappare con una donna conosciuta sui social. L’uomo, originario del Wisconsin, doveva incontrare la ragazza in Europa.

Stati Uniti, inscena il suo decesso per fuggire con una ragazza conosciuta sui social

Si chiama Ryan Borgwardt l’uomo che ha finto di essere deceduto per poter scappare insieme ad una donna che aveva conosciuto sui social e che doveva incontrare in Europa. Il 45enne, originario del Wisconsin (USA), aveva inscenato il suo decesso per interrompere il suo matrimonio senza ulteriori problemi e strascichi legali, e avrebbe dovuto congiungersi con la donna uzbeka in Europa.

Il suo piano, però, non è andato a buon fine, e dopo 89 giorni l’uomo è stato rintracciato dagli investigatori e fermato. La sentenza dei giudici si è conclusa con 3 mesi di reclusione, precisamente composti da 89 giorni: per ironia della sorte, corrisponde al periodo in cui ha fatto perdere le sue tracce, infatti è stato latitante proprio per 89 giorni.

La vicenda ha inizio il 12 agosto dello scorso anno, giorno in cui l’uomo è scomparso: la sera prima Borgwardt aveva detto alla moglie che si sarebbe recato al Green Lakea in kayak. La località dista circa 80 chilometri dalla sua casa, sita a Watertown, città del Wisconsin, dove viveva con la moglie e i tre figli. Giunto sul luogo, Borgwardt aveva rovesciato il kayak nel lago, lasciando lì il suo documento di identità e si era recato a Toronto. Nella città canadese aveva preso un aereo per Parigi e da lì aveva proseguito verso una località asiatica prima di sbarcare in Georgia.

La polizia aveva cercato il suo corpo per 58 giorni nel Green Lake, ma invano. Ad un certo punto delle indagini è emerso il sospetto che l’uomo non fosse annegato. I sospetti che ci fosse dietro qualcosa sono stati confermati quando la polizia ha scoperto che l’uomo aveva chiesto un nuovo passaporto tre mesi prima di scomparire. Era chiaro che l’uomo aveva inscenato il suo decesso e il motivo era una donna dell’Uzbekistan conosciuta sui social, che doveva incontrare in Europa.

A novembre gli investigatori lo avevano rintracciato e convinto a tornare negli Usa, dove poi si era costituito. Nella sentenza il giudizio ha imposto all’uomo anche una sanzione di 30mila dollari come risarcimento alle forze dell’ordine per le spese impiegate per la ricerca di un corpo che non c’era. Successivamente, il 45enne ha chiesto il divorzio alla moglie, con la quale era sposato da 22 anni. 

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