Bambino di 3 anni perde la vita in piscina del B&B: la procura indaga sulla struttura

Un bambino di tre anni è deceduto dopo essere caduto nella piscina di un B&B a Omegna; la procura indaga sulle condizioni di sicurezza della struttura mentre i genitori hanno autorizzato la donazione degli organi.

Bambino di 3 anni perde la vita in piscina del B&B: la procura indaga sulla struttura

Felix, un bambino di tre anni di origine moldava, è deceduto all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino dopo essere stato trovato sul fondo della piscina del bed and breakfast Al Poggio a Omegna, sul lago d’Orta. L’incidente è avvenuto sabato pomeriggio, mentre i genitori del piccolo erano a tavola: Felix si era allontanato per giocare con altri bambini e, in un momento di distrazione, è caduto in acqua.

Il padre, accortosi della sua assenza, si è tuffato nella piscina per recuperarlo e ha tentato di rianimarlo sul posto. Nonostante l’immediato intervento dei soccorsi e il trasporto in codice rosso al reparto di rianimazione, il bambino non ha mai ripreso conoscenza ed è deceduto dopo tre giorni di ospedalizzazione.

I genitori hanno autorizzato la donazione degli organi, offrendo un gesto di solidarietà che potrà salvare altre vite. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, supportati da un interprete per dialogare con la famiglia, l’incidente si è consumato in pochi minuti: non è chiaro esattamente quanto tempo Felix sia rimasto sott’acqua prima del recupero. L’episodio ha sollevato immediatamente interrogativi sulla sicurezza della piscina del B&B e sulla presenza di personale qualificato.

Sebbene la normativa piemontese non obblighi la presenza di un bagnino in piscine con superficie inferiore a 100 metri quadri e profondità inferiore a 1,4 metri, la procura di Verbania ha aperto un fascicolo per accertare eventuali responsabilità della struttura e verificare il rispetto delle misure di sicurezza. È stato disposto un esame autoptico e incaricato un consulente tecnico per esaminare l’impianto e le condizioni dell’area acquatica.

L’episodio di Omegna si inserisce in un contesto estivo segnato da altri casi simili di bambini annegati in piscine domestiche o di strutture ricettive, evidenziando quanto sia fragile la sicurezza dei più piccoli quando sono lasciati senza sorveglianza anche per brevi momenti. La dinamica conferma la rapidità con cui un gioco innocuo può trasformarsi in un evento grave e sottolinea l’importanza di misure preventive, come barriere fisiche, sistemi di allarme in acqua e supervisione costante da parte di adulti.

L’intervento dei soccorsi ha visto la difficoltà iniziale di accesso all’elisoccorso, dovuta alla posizione del B&B, che ha reso necessario il supporto di un’ambulanza. Una volta giunto in ospedale, il personale medico ha tentato ogni manovra possibile per salvare il piccolo, purtroppo senza successo. Le autorità stanno ora approfondendo i dettagli dell’accaduto per chiarire se siano stati rispettati tutti i protocolli di sicurezza e se la struttura potesse fare di più per prevenire il fatto.

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