Una donna di 61 anni è stata vittim@ di un episodio che ha scosso la periferia est di Roma, nel parco di Tor Tre Teste, mentre portava a spasso il suo cane. La mattina di domenica, poco prima delle 6, il parco, solitamente frequentato da runner, era deserto. La donna, secondo quanto riportato, è stata avvicinata alle spalle da un uomo che l’ha minacciat@, le ha sottratto il telefono e le ha imposto una situazione che l’ha profondamente segnata.
Dopo l’episodio, è stata accompagnata al Policlinico Casilino, dove le sono state riscontrate due costole fratturate. Il racconto della vittim@, raccolto dalla stampa, mette in luce la paura e la difficoltà di affrontare quanto accaduto. «A mio figlio non ho detto nulla all’inizio, solo che ero stata aggredit@. Mi vergognavo per quello che era successo, mi sentivo sporca», ha spiegato la donna.
L’@ggressore le avrebbe detto che se avesse provato a gridare, avrebbe potuto metterla in serio pericolo. Il momento dell’incontro è descritto nei dettagli: mentre piegata per liberare il guinzaglio del cane, l’uomo si è avvicinato da dietro; la donna non ricorda il volto, ma descrive il cappellino da baseball indossato all’indietro. Le indagini hanno consentito di tracciare alcuni movimenti dell’uomo attraverso il GPS del telefono sottratto.
Secondo quanto ricostruito, l’@ggressore, un uomo nordafricano di circa trent’anni, dopo l’episodio si sarebbe spostato tra Quarticciolo e Termini in autobus, tentando di vendere il dispositivo nei pressi della stazione, dove poi il telefono è stato spento. Le prime ipotesi investigative suggeriscono che l’uomo potesse essere sotto l’effetto di sostanze, ma il caso è ancora in fase di accertamento.
L’episodio ha sollevato preoccupazioni sulla sicurezza degli spazi pubblici nelle prime ore del mattino e ha evidenziato la vulnerabilità delle persone che si trovano da sole in contesti isolati. La donna ha voluto denunciare quanto accaduto con coraggio, cercando supporto dalle forze dell’ordine e raccontando i dettagli della sua esperienza. La sua testimonianza mette in luce non solo il rischio immediato, ma anche l’imp@tto psicologico che simili situazioni possono avere, costringendo le vittime a confrontarsi con sentimenti di paura e imbarazzo.
Le autorità proseguono nelle ricerche, analizzando le immagini delle telecamere pubbliche e private per identificare l’@ggressore e garantire giustizia. Nel frattempo, la vicenda richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare la sicurezza e migliorare la percezione di protezione nelle aree pubbliche, soprattutto nei momenti in cui la presenza di altre persone è limitata. La comunità e le istituzioni sono chiamate a trovare soluzioni per prevenire simili episodi e offrire supporto alle vittime.