Sequestrati leoni e tigri in un circo: scatta la denuncia, prima operazione contro la detenzione illegale in Italia

Nel Brindisino i carabinieri CITES hanno sequestrato due leoni e due tigri detenuti illegalmente in un circo, prima applicazione della nuova legge che vieta a circhi l’acquisto e riproduzione di animali selvatici.

Sequestrati leoni e tigri in un circo: scatta la denuncia, prima operazione contro la detenzione illegale in Italia

Il recente sequestro di due leoni e due tigri in un circo itinerante nel Brindisino segna un punto di svolta nell’applicazione della normativa italiana sul benessere animale e la tutela delle specie protette. L’operazione condotta dal nucleo carabinieri Cites di Bari ha infatti portato alla luce una violazione del divieto di acquisizione di nuovi esemplari da parte dei circhi, stabilito dal decreto legislativo 135/2022, una normativa che mira a limitare l’uso degli animali selvatici negli spettacoli itineranti e a proteggerli da condizioni di detenzione non idonee.

L’intervento si è svolto a Torre Canne, frazione di Fasano, dove i carabinieri hanno sequestrato i quattro grandi felini, tutti di giovane età, destinati a essere affidati a strutture specializzate in grado di garantire loro un ambiente più adeguato e rispettoso delle loro esigenze. La denuncia a piede libero per un dipendente del circo, responsabile della detenzione degli animali, testimonia la serietà con cui le autorità italiane intendono far rispettare le disposizioni nazionali e internazionali, come la Convenzione di Washington (CITES), che regolano il commercio e la tutela delle specie animali a rischio.

Il sequestro rappresenta il primo caso ufficiale in Italia dall’entrata in vigore della nuova legge che vieta ai circhi non solo di acquistare nuovi esemplari delle specie considerate pericolose o minacciate, ma anche di far riprodurre gli animali già presenti nelle strutture. Questo approccio normativo riflette una crescente sensibilità verso la salvaguardia della fauna e una chiara volontà politica di superare l’uso degli animali selvatici negli spettacoli itineranti, un modello ormai superato e contestato a livello internazionale per motivi etici e di benessere animale.

Dal punto di vista operativo, il caso ha evidenziato alcune falle nella gestione amministrativa: la lista degli animali esibiti doveva essere comunicata annualmente alle autorità della provincia in cui il circo si trova, ma in questo caso la segnalazione era stata fatta a una prefettura diversa rispetto a quella di Brindisi, il che ha permesso ai carabinieri di accertare la detenzione illegale. Pur essendo gli animali tenuti in condizioni apparentemente buone, la violazione normativa resta grave perché sottolinea la necessità di un controllo più stringente e di un cambiamento culturale nella gestione di specie selvatiche in cattività.

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