Spariti i risparmi dai conti postali: l’inchiesta si allarga. Nuove denunce contro due impiegate delle Poste

Si infittisce il mistero attorno al caso di Corropoli, nel Teramano, dove due operatrici di un ufficio postale sono finite sotto inchiesta per presunte sottrazioni di denaro dai conti correnti di ignari clienti.

Spariti i risparmi dai conti postali: l’inchiesta si allarga. Nuove denunce contro due impiegate delle Poste

 L’inchiesta relativa alla sottrazione di risparmi ai danni di un correntista dell’ufficio postale di Corropoli, nel Teramano, si sta estendendo ben oltre il caso iniziale. In queste ultime ore, infatti, sono state presentate almeno due nuove denunce ai carabinieri della stazione locale da parte di cittadini che temono di essere stati truffati. A queste si aggiunge la segnalazione di un altro risparmiatore che, sospettando anomalie sui propri investimenti, ha già affidato l’incarico a un legale per avviare le verifiche e valutare eventuali azioni giudiziarie.

Da giorni l’ufficio postale è oggetto di continue richieste da parte dei clienti, molti dei quali chiedono chiarimenti sulla propria situazione patrimoniale. Numerosi correntisti hanno richiesto estratti conto aggiornati e la documentazione relativa a libretti, buoni fruttiferi e polizze assicurative. Alcuni avrebbero persino deciso di spostare i propri risparmi in altri istituti, preoccupati da quanto emerso finora. Il caso ha scatenato un’ondata di timore e sfiducia tra gli utenti, a causa della delicata vicenda giudiziaria che coinvolge due dipendenti di Poste Italiane in servizio proprio a Corropoli.

Le due operatrici risultano indagate dalla Procura della Repubblica di Teramo per reati gravissimi: truffa, peculato, sostituzione di persona e ricettazione. Il pubblico ministero Laura Colica, titolare dell’inchiesta, ha recentemente notificato alle due donne l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Entrambe, dopo l’apertura dell’inchiesta, sono state trasferite in altre sedi. Le indagini erano partite a seguito della denuncia di un correntista, che si è rivolto alla Polizia Postale di Teramo dopo aver scoperto di essere stato derubato di oltre mezzo milione di euro. Secondo quanto emerso, il denaro sarebbe stato sottratto in modo fraudolento da libretti di risparmio, buoni fruttiferi e da una polizza vita intestata a un familiare deceduto.

Parte degli interessi maturati sul libretto venivano dirottati, secondo l’accusa, senza il consenso del titolare, mentre alcuni buoni sarebbero stati estinti e convertiti all’insaputa del correntista. A far scattare il campanello d’allarme era stata una convocazione da parte dell’ufficio antifrode e sicurezza di Poste Italiane, che aveva rilevato operazioni anomale sulla polizza vita del padre del denunciante. In quell’occasione, l’uomo ha scoperto che la polizza era stata già liquidata e trasformata in buoni fruttiferi, operazione di cui era completamente all’oscuro. Secondo quanto trapela dagli atti, una delle due impiegate avrebbe avuto un ruolo centrale nella vicenda, mentre per l’altra il coinvolgimento sembrerebbe al momento più marginale.

Tuttavia, le indagini sono in pieno svolgimento, e alla luce delle nuove denunce, non si esclude che l’ammontare complessivo delle somme sottratte possa essere ben superiore al mezzo milione di euro inizialmente ipotizzato. La Procura di Teramo sta valutando la possibilità di affidare ulteriori accertamenti alla Guardia di Finanza, specialmente se emergeranno altri casi simili. Le verifiche si concentreranno ora anche su eventuali omissioni di controllo da parte del sistema interno di sicurezza e sulla tracciabilità dei fondi che sarebbero stati illecitamente sottratti. L’intera comunità resta in attesa di sviluppi, mentre cresce la preoccupazione tra i risparmiatori del territorio, molti dei quali chiedono maggiore trasparenza e tutela da parte dell’istituto postale. 

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