La Commissione Salute della Conferenza delle Regioni ha trovato un accordo sulle disposizioni da seguire per fare la fecondazione eterologa, con un documento che sarà portato all’attenzione dei presidenti delle Regioni. Il documento prevede che il nato dall’applicazione del metodo avrà lo stesso colore della pelle della coppia che lo riceve, cercando in un certo senso di mantenere una relazione il più vicina possibile anche al gruppo sanguigno.
L’applicazione della fecondazione eterologa sarà gratuita o con ticket, ovviamente entro i limiti previsti dall’assistenza sanitaria, sarà necessario, peròper la donna, essere in età fertile per poter usufruire delle agevolazioni. La persona nata da eterologa potrà conoscere i veri genitori al compimento del 25esimo anno di età. La norma prevede anche che il donatore potrà rivelare la sua identità se viene contattato. Escluse queste due possibilità, il documento esprime chiaramente il mantenimento dell’anonimato e solo in caso di esigenze mediche è concesso risalire all‘identità del donatore.
Le Regioni stanno facendo di tutto per trovare un accordo che consenta di far partire subito la fecondazione eterologa; sarà necessario attendere l’approvazione della Conferenza delle Regioni, in seguito alla quale saranno resi noti i particolari del decreto che consentiranno a tutti i centri, pubblici e privati, di cominciare l’esperimento fino all’approvazione di una legge definitiva da parte del Parlamento.
Soddisfatto il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino e anche il governatore del Veneto, il leghista Luca Zaia, che si dice “fiducioso che domani arriverà il sì alle linee guida da parte di tutti i governatori”. Il presidente dell’Umbria Catiuscia Marini fa però notare che: “C’è una sentenza dettagliata della Consulta ed abbiamo l’obbligo di varare linee guida, il rischio altrimenti è che partano i centri privati ma non possano farlo quelli pubblici. Il che è assurdo e grave”.
Uno stop deciso arriva dalla Chiesa, che afferma come avere un figlio “non è un diritto, ma un dono“ e coloro che effettuano la fecondazione eterologa possono avere gravi danni psicologici. E’ quello che sostiene il vescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, che invita a dare norme sicure per non trasformare la nascita di un figlio in un mercato procreativo senza scrupoli.