Gli ispettori del Ministero della Salute faranno luce sul caso della 71enne morta nel 2013 all’Ospedale S. Carlo di Potenza, mentre era sottoposta ad un intervento di cardiochirurgia. A disporre le indagini, il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e il sottosegretario Vito De Filippo, che hanno autorizzato l’inchiesta al fine di verificare se all’Ospedale S. Carlo siano state rispettate le procedure che assicurano i pazienti in termini di qualità e sicurezza.
L’intervento sulla donna è stato eseguito nel maggio del 2013, ma i magistrati indagano sulla vicenda solo dall’inizio del 2014, quando è arrivata una denuncia anonima. E’ stata già effettuata la sospensione del cardiochirurgo, e il direttore generale Giampiero Maruggi, ha provveduto a dare la motivazione sulla decisione; a fare scattare il provvedimento disciplinare sarebbe stata una registrazione audio shock, in cui il medico confessa di aver lasciato morire la donna senza essere intervenuto. Nella registrazione il medico parla anche di “veleni” nel reparto e di “coperture” politiche, addirittura tra sanitari.
Il pm ha autorizzato anche l’autopsia. Le indagini procedono e sono tutte in fase di accertamento. La registrazione della conversazione riporta due voci: una è del chirurgo che è già stato sospeso, l’altra non ha ancora un nome. Il chirurgo era dunque presente all’intervento e la sua appare quindi come una specie di confessione, come di qualcosa che l’uomo non potesse più tenere dentro. Quello che non è chiaro è come il file sia stato recapitato al sito Basilicata 24, da cui poi è passato al giornale il Fatto e pubblicato.
L’ospedale San Carlo ha deciso di andare avanti e di procedere all’individuazione dell’intervento e dei colpevoli del decesso della donna. Inoltre, il dg ha anche intenzione di procedere contro il sito con una querela perché, secondo lui, “non esistono interferenze politiche o potentati, ma c’è un clima interno non sereno su cui interverremo“. Ancora è quindi tutto da chiarire su questa vicenda, che riporta screzi e vecchi rancori, i quali fanno apparire la questione come una sorta di regolamento di conti tra i vari sanitari che prestano servizio all’interno della struttura. Staremo a vedere i prossimi sviluppi su questa vicenda che si presentano abbastanza intricati.